Confindustria: nel 2012 Italia in recessione, 800.000 disoccupati

15 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – L’Italia è in recessione. Il prodotto interno lordo del nostro Paese si attesterà quest’anno allo 0,5% per poi crollare dell’1,6% nel 2012. Inoltre a fine 2013 ci saranno 800mila occupati in meno.

A fotografare la situazione dell’economia italiana è il Centro Studi di Confindustria che ha rivisto nettamente al ribasso le previsioni diffuse a settembre quando stimava una crescita del Pil dello 0,2% l’anno prossimo. Per la ripresa occorrerà aspettare il 2013 (Pil +0,6%).

Il direttore del Csc, Luca Paolazzi, ha comunque sottolineato che quello elaborato è uno scenario ottimistico che “si basa sull’idea e la speranza che la crisi dell’area euro venga superata rapidamente, che ciò consenta di bloccare il credit crunch e che rientrino rapidamente le tensioni sui tassi d’interesse a lungo termine, con il rendimento dei Btp sotto il 5% entro la primavera”.

Proprio per fine della prossima primavera è prevista una ripresa. Confindustria crede nel «lieto fine» ma ha anche avvertito: «Saremo a un bivio senza mezze misure con dissolvimento dell’euro, fallimento di imprese e banche, milioni di posti lavoro persi, crisi del debito anche nei Paesi virtuosi».

Una contrazione , secondo gli economisti di via dell’Astronomia che può essere «breve e moderata» oppure molto «profonda e prolungata». Il rapporto di dicembre ha evidenziato che «si è giunti a una netta biforcazione».

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Confindustria lancia l’allarme per 800mila occupati in meno nel 2012. E una pressione fiscale che tra due anni raggiungerà il 45%. Negativo anche la previsione del Pil in caduta di due punti percentuali Non saremo ai livelli del 2009, quando le conseguenze del collasso Lehman si manifestarono in tutta la loro potenza scatenando una contrazione da record nei principali mercati consolidati del mondo.

Ma i motivi di preoccupazione non mancano di certo. Nel giorno in cui la manovra governativa va incontro alla prova della fiducia, la spirale delle previsioni macro dipinge un quadro dai toni scurissimi. L’Italia è in recessione, e questo lo si sapeva. Solo che le prospettive sembrano ora decisamente più negative del previsto. A lanciare l’allarme ci ha pensato, da ultima, la Confindustria, foriera ancora una volta di notizie deprimenti: nel corso del 2012, affermano gli industriali, il Pil italiano si contrarrà dell’1,6%, e la disoccupazione salirà al 9% colpendo in modo particolare i giovani lavoratori, che si ritroveranno privi di impiego in un caso su quattro. Come se non bastasse, spiegano invece dall’Istat, il tasso di inflazione salirà ancora colpendo in primis, manco a dirlo, i beni di prima necessità.