CONFINDUSTRIA: ANTONIO D’AMATO PRESIDENTE

9 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

Ha avuto la meglio sul potentissimo Carlo Callieri: il nuovo presidente della Confindustria è Antonio D’Amato al quale questa mattina è andato il 62-63% delle preferenze della Giunta, pari a 96 voti. Dal prossimo maggio prenderà il posto di Giorgio Fossa, che per statuto non può ricoprire l’incarico per la terza volta consecutiva.

Quarantatrè anni (giugno ’57), napoletano, già presidente dei Giovani della Confindustria, D’Amato è stato per mesi protagonista di un testa a testa con Callieri, vice presidente della Confederazione e uomo molto vicino alla Fiat; nel gioco per qualche tempo era sembrato inserirsi anche il presidente di Assolombarda Benito Benedini. “Tenevo a Callieri, ma sono contento per D’Amato”: Gianni Agnelli rende onore al vincitore, ma smentisce che in Confindustria si sia consumata una spaccatura.

Delicato è stato il lavoro dei tre saggi (gli ultimi presidenti di Confindustria in ordine di tempo, e cioè: Luigi Abete, Sergio Pininfarina, Luigi Lucchini), che hanno girato l’Italia in lungo e in largo per sondare gli umori, le aspettative e i desideri della base e delle associazioni di categoria.

Sorprendentemente, a dispetto della forte caratterizzazione meridionalistica di D’Amato, il suo nome è stato caldeggiato anche nel giovane e rampante nord-est. Probabilmente gli ha fatto gioco la ventata di novità che porta con sè, anche per quanto riguarda le prospettive sulla vita associativa di Confindustria.

Laureato in giurisprudenza, è imprenditore nel settore della cartoplastica e degli imballaggi per uso alimentare con aziende a Napoli, Varese e Bologna e, all’estero, Gran Bretagna,
Belgio e Germania. La sua ascesa nell’azienda di famiglia, la Finseda, ha coinciso con la morte del padre. Di fatto, oggi Finseda è leader in
Europa per la produzione di imballaggi per alimenti e leader mondiale nel packaging per gelati e fast food.