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Comprare casa a Milano conviene più che investire in Borsa?

Nel corso dell’ultimo decennio, il comparto residenziale ha registrato un incremento di fatturato pari al 49%, raggiungendo nel 2024 i 123,7 miliardi di euro. Tale dato è ulteriormente valorizzato da una variazione positiva del 5,7% negli ultimi dodici mesi e da una previsione di crescita superiore all’8% entro la fine del 2025. Questi i numeri che emergono dall’ Osservatorio sull’Abitare 2024 a cura di Scenari Immobiliari e Abitare Co. E secondo cui Milano rappresenta il punto di riferimento nazionale in termini di investimenti immobiliari.

Il caso Milano: un mercato solido e attrattivo

La città, pur in presenza di alcune criticità, continua a distinguersi per la capacità di attrarre giovani, famiglie e professionisti, sia italiani sia internazionali. Il suo tessuto economico consolidato, l’elevata qualità formativa e culturale, nonché una domanda abitativa costante e diversificata, contribuiscono a mantenerne alta l’attrattività.

Dall’Expo 2015 in avanti, Milano ha saputo consolidare il proprio ruolo strategico sia a livello regionale sia nazionale, investendo in infrastrutture, servizi e rigenerazione urbana. A ciò si aggiunge una crescita demografica continua negli ultimi dieci anni, destinata a proseguire secondo le previsioni di medio periodo.

Nel solo 2024, il mercato della Città metropolitana di Milano ha registrato oltre 66mila compravendite, di cui 25mila all’interno del comune. Un dato che assume ulteriore rilevanza se si considera che l’intensità delle transazioni, pari a tre ogni cento unità abitative, è nettamente superiore alla media nazionale. Questa vivacità è accompagnata da una crescita contenuta ma costante dei prezzi, indice di un mercato maturo e ben regolato.

Quanto saliranno i prezzi delle case a Milano nel 2025

Le previsioni per il 2025 confermano il trend di crescita dei valori immobiliari, con prezzi medi al metro quadrato che si stima raggiungeranno:

  • 200 euro nelle zone centrali;
  • 450 euro nelle aree semicentrali;
  • 950 euro nelle zone periferiche.

Tali cifre attestano non soltanto la tenuta del valore degli immobili, ma anche il potenziale di rivalutazione per chi decide di investire oggi.

Offerta limitata e domanda crescente

Uno dei fattori che contribuisce alla solidità del mercato immobiliare milanese è la difficoltà nel soddisfare l’elevata domanda di abitazioni nuove. Secondo l’Osservatorio, a Milano il segmento del nuovo (o assimilabile al nuovo) rappresenta il 13% dell’offerta complessiva, che scende al 10% considerando esclusivamente le nuove costruzioni. A titolo di confronto, nelle altre città italiane la quota di immobili nuovi è mediamente inferiore al 3%, con punte minime dell’1,5% a Palermo e del 2,9% a Napoli.

Questa scarsità di prodotto nuovo, unita a una domanda in continua espansione, determina una dinamica di mercato favorevole a chi acquista oggi, con margini di apprezzamento futuri significativi. Così afferma Giuseppe Crupi, CEO di Abitare Co..

”Se guardiamo a Milano, credo che oggi il capoluogo milanese non sia più in grado come una volta di soddisfare le richieste abitative, sia in termini di acquisto sia di affitto, di una parte della domanda. Oggi è arrivato il momento di pensare a un mercato che comprenda tutta la città metropolitana, quindi non solo il Comune di Milano ma anche tutti i Comuni limitrofi collegati col capoluogo da linee metropolitane e ferroviarie. Solo così – ha proseguito Crupi – saremo in grado di soddisfare le richieste di case nuove, accessibili e green, che le famiglie desiderano ma spesso non trovano anche per una eccesiva soglia di spesa da affrontare.

A livello nazionale si segnala il ritorno del monolocale

In termini di tipologie abitative, il monolocale torna a rappresentare una fetta importante del mercato, con quote superiori al 7,5% in città come Milano, Bologna e Venezia. I bilocali e trilocali costituiscono oltre il 70% dell’offerta milanese, un dato che riflette l’esigenza diffusa di soluzioni abitative funzionali e ben localizzate.

Bilocali e trilocali rappresentano attualmente poco più del 60% dell’offerta abitativa nelle principali città italiane, segnando un calo rispetto al 70% rilevato in passato. Milano fa eccezione, confermandosi al di sopra della media nazionale, con una quota che supera il 70%. Nelle altre città, ad eccezione di Venezia — dove questa tipologia copre meno del 30% del mercato — la media si attesta intorno al 54%. Quanto alle abitazioni di metratura più ampia, come i quadrilocali e oltre, il primato spetta a Venezia, dove costituiscono quasi il 65% della nuova offerta. Seguono Palermo con circa il 55% e Firenze, poco sotto il 50%.

“La casa in proprietà continua ad essere l’obiettivo di vita principale degli italiani, giovani e no, stranieri che vogliono integrarsi nella nostra comunità. La casa non è solo un investimento (comunque vittorioso su tutti gli altri), ma è anche un architrave fondamentale della nostra società”, ha dichiarato Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari aprendo i lavori. “Ormai non si parla più di ‘casa’ come oggetto ma è l’ABITARE il centro della nostra analisi.