Commissione Ue mette i paletti al MES: “nessuna condizionalità, esclusa ipotesi Troika”

8 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Mentre la partita del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), il fondo salva-stati, è alle battute finali, la Commissione europea prova a spazzare via i dubbi di chi sospetta un commissariamento dei conti pubblici per chi chiederà gli aiuti.

In questa direzione vanno lette le dichiarazioni del commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Paolo Gentiloni, che, ieri, parlando in collegamento da Bruxelles al TG2 Post della Rai ha spiegato che le nuove linee di credito del Mes per la pandemia del Coronavirus non ci sono “condizionalità finanziarie”, ma solo l’obbligo, per chi li richiede, di utilizzare i prestiti (vantaggiosi perché a bassi tassi d’interesse e a lunga scadenza solo per la spesa sanitaria e di prevenzione legata al Covid-19.

Domani  (ogg ndr) l’Eurogruppo deve cercare di dare attuazione alla decisione di due settimane fa dei capi di stato e di governo. Sono decisioni comuni che cercano di dare un contributo dell’Unione Europea alla situazione di crisi in cui ci troviamo”, ha detto Gentiloni, precisando che ci sono “problemi distinti”: le misure a sostegno dei sistemi di nazionali di cassa integrazione, il sostegno alla liquidità da parte della Banca Europea degli investimenti per le Pmi, e poi il sostegno alla spesa sanitaria con le linee di credito attraverso il Mes.

Proprio sul Mes, insieme al vicepresidente esecutivo della Commissione Valdis Dombrovskis, il commissario italiano ha scritto ieri una lettera indirizzata al presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno “per ribadire qualche dettaglio tecnico”, e disinnescano tutti i dubbi che ancora alimentano la cattiva reputazione del fondo salva-Stati.

Resta da vedere cosa decideranno oggi i ministri dell’Eurozona: i dettagli tecnici ancora da chiudere nella riunione di oggi nascondono sensibilità politiche diverse, in cui compromesso appare un’operazione difficile. Con la sua mossa però la Commissione scende in campo per aiutare l’ultima trattativa.

Nella lettera viene prima di tutto chiarito che sarà lo stesso esecutivo Ue ad occuparsi del monitoraggio sulle spese del Mes, e non la Bce e il Mes stesso. Una notizia che appare rassicurante e spazza via l’ipotesi di ritrovarsi la troika (Commissione, Bce e Fmi) in casa, come successo nel caso del salvataggio greco.

Stavolta dunque ci sarà solo Bruxelles, che già effettua regolarmente delle missioni di monitoraggio dei conti pubblici nell’ambito del cosiddetto Semestre europeo, il ciclo di sorveglianza delle finanze pubbliche che comincia con le bozze di legge di stabilità ad ottobre e finisce con le raccomandazioni Ue a maggio.

“Queste linee di credito facilitate – ha ricordato Gentiloni – hanno un tetto massimo per ciascun paese che è il 2% del PIL. Il che vuol dire, per l’Italia, circa 36 o 37 miliardi”, ha ricordato il commissario. “L’accesso a queste linee di credito – ha spiegato -, è uguale per tutti, possono chiederlo tutti gli Stati membri; ma ovviamente è più vantaggioso per paesi che hanno dei tassi di interesse più elevati, che hanno convenienza ad avere prestiti con una scadenza piuttosto lunga e tassi di interesse più bassi di quelli che normalmente avrebbero paesi come la Spagna o l’Italia; questo è il vantaggio: lunga scadenza e tassi di interesse più favorevoli”.