Come l’Intelligenza artificiale rivoluziona il mondo del lavoro

9 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

L’intelligenza artificiale è ormai la parola chiave che caratterizzerà vari settori tra cui ovviamente quello lavorativo. E nel breve termine chi cerca lavoro dovrà fare i conti con le nuove dirompenti tecnologie che sempre di più usano le aziende.

Così al posto dei tradizionali colloqui di lavoro vis-à-vis a selezionare giovani talenti potrebbe essere un robot come Vera, lanciato da una startup russa che realizza 1500 interviste telefoniche o video al giorno della durata ognuno di otto minuti. Oltre 200 le aziende russe che già utilizzano Vera tra cui Ikea Russia.

In questo universo, in voga da qualche tempo poi ci sono i chatbot,  software che dialogano con gli utenti, assistenti virtuali capace di rispondere ad una serie di argomenti, e che oggi trovano spazio anche nella ricerca di personale. Un esempio è la catena di hotel Hilton che si è affidata ai chatbot per intervistare i professionisti nelle prime fasi di selezione, riducendo drasticamente i tempi di selezione, che prima dell’introduzione dell’AI potevano impegnare il personale HR anche per 6 settimane.

Il vantaggio per l’azienda che decide di affidarsi ad algoritmi e software per assumere personale è l’eliminazione dei cosiddetti unconscious bias, ossia i pregiudizi umani che portano a preferire alcuni professionisti anziché altri. Altro plus che offre l’Intelligenza artificiale nella ricerca di personale è evitare la fuga di talenti. Il Corriere della Sera riporta l’esempio del programma “Proactive Retention” di IBM, in grado di analizzare posizione, titolo e stipendio dei dipendenti e sulla base di questi dati, un algoritmo calcola la probabilità di abbandono dell’azienda da parte di un professionista e consente così un intervento tempestivo andando a risparmiare ben 130 milioni di dollari in costi di assunzione.