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COME LEGGERE I REPORT DEGLI ANALISTI

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Molte volte gli analisti americani (e non solo) non hanno il coraggio di esprimere esplicitamente un giudizio negativo su un’impresa.

Lo dimostra il fatto che, tra i rating raccolti dalla societa’ di ricerca Thomson Financial/First Call, il 66% sono “Buy” o “Strong Buy”, il 32% “Hold” o “Neutral” e solo il restante 2% sono “Sell”, o comunque indicazioni di vendita.

La stessa Prudential Securities fa autocritica al riguardo, dicendo che i propri analisti dovrebbero dire esplicitamente che un titolo deve essere venduto, senza sprofondare in giri di parole.

Kent Womack, docente di finanza al Dartmouth College di Hannover (New Hampshire) ha trovato in uno studio del 1996 un’analisi sul comportamento dei titoli in relazione ai rating ricevuti.

Womack ha potuto verificare che nel caso di titoli coperti da rating positivi, come “buy”, le performance nei sei mesi successivi, seppur positive, sono state molto modeste.

Al contrario, i titoli che avevano ricevuto riduzioni del rating o indicazioni di vendita, hanno registrato performance decisamente negative.

Sembrerebbe quindi che gli analisti siano maggiormente attendibili quando esprimono una valutazione negativa, piu’ che una positiva.

Chunk Hill, direttore della ricerca presso Thomson Financial/First Call, sostiene che quando un analista assegna ad un titolo un rating “Hold” o “Market Perform”, spesso vede uno scenario negativo per il titolo, ma non ha il coraggio di scrivere “Sell” per non inimicarsi l’azienda analizzata.

Hill suggerisce di seguire i report degli analisti, perche’ forniscono un’accurata visione della azienda, che non e’ reperibile sul mercato in altro modo, ne’ per gli investitori individuali, ne’ per gli istituzionali.

Ma fornisce due consigli su come utilizzare questi rating: il primo e’ quello di abbassare ciascun rating di una posizione. Quindi uno “Strong Buy” andra’ letto come “Buy”, un semplice “Buy” come “Hold” e un “Hold” come “Sell”.

Il secondo consiglio e’ di leggere attentamente il report e osservare se vengono menzionate eventuali relazioni tra l’azienda e la banca per cui lavora l’analista. In questo caso infatti la valutazione dell’azienda potrebbe essere stata piu’ “buona” di quella dovuta.

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