Come investire: stiamo sottovalutando il “rischio Europa”?

20 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – Nel documento di Asset allocation di novembre (“come investire” secondo il team di Advise Only) abbiamo esposto la nostra sintesi sulle azioni europee: è un mercato che continua ad avere valutazioni interessanti sia in termini assoluti (rispetto alla media storica) che relativi (rispetto ad altri mercati azionari).

Tuttavia negli ultimi mesi le valutazioni si sono decisamente ridimensionate ed il mercato europeo ha perso quel manifesto sex-appeal che era emerso a fine giugno e che ha reso le azioni europee popolari tra gli investitori. In fondo non c’è da stupirsi più di tanto. Infatti, mentre i prezzi delle azioni sono aumentati senza sosta (+ 17,5% da giugno), i dati emersi dalle trimestrali per ora disponibili hanno messo in evidenza ciò che è ragionevole attendersi da un’economia in stagnazione: ricavi deboli e calo dei profitti.

In questa fase della crisi della zona euro stiamo per intraprendere un lungo e potenzialmente doloroso percorso che, se da un lato dovrebbe aiutare il sistema finanziario, dall’altro potrebbe far riemergere i problemi nascosti sotto il tappeto (unione fiscale ed economica).

È possibile che il mercato stia sottovalutando il rischio della zona euro?

Per rispondere a questa domanda ho messo a confronto il nostro Barometro del Rischio della zona euro (a breve un post sull’argomento), un indicatore proprietario che sintetizza lo stress finanziario di un Paese o area, con il P/E di Graham&Dodds delle azioni europee (indice MSCI Europa), una tipica metrica di valutazione che unisce una grandezza finanziaria con una fondamentale.

Barometro del rischio zona euro e P/E di G&D (2000-oggi)

Se gli indicatori che consideriamo nel Barometro del Rischio (è gratis, basta accedere al sito) rispecchiano ciò che gli operatori finanziari “guardano” per identificare il rischio finanziario (e noi crediamo di sì), si possono trarre interessanti spunti, sintetizzati a seguire.

  1. Nel periodo 2000-2008 (cerchio verde) gli operatori erano poco influenzati dal rischio sistemico. In particolare, sopra la soglia di 0,50 (rischio inferiore alla norma) le valutazioni non sembrano essere influenzate dal rischio.
  2. Tuttavia, con la crisi dei muti sub-prime si è assistito ad un cambio di fase. Sembra che al di sotto della soglia di 0,40 (rischio superiore alla norma) le valutazioni risentano dell’aumento del rischio (fasi di avversione al rischio/”risk-off”).
  3. Con la crisi della zona euro, la relazione tra rischio sistemico e rendimento è emersa con una maggiore evidenza empirica: le valutazioni migliorano con la diminuzione del rischio europeo, sintetizzato dal Barometro del Rischio.

Barometro del rischio zona euro e P/E di G&D durante la crisi della zona euro (2010-oggi)

Quali sono le implicazioni in termini di asset allocation?

Ad oggi (puntino rosso), il Barometro del Rischio della zona euro si trova ai massimi da maggio 2010 (a quota 0,23), in continuo miglioramento, ma ben al di sotto della soglia di 0,50 (rischio nella norma). Detto in altri termini: le valutazioni sembrano indicare un mercato a fair value, mentre il Barometro del Rischio è ancora lontano dalla soglia di “sicurezza”.

La mia percezione è che, se da un lato le valutazioni sono interessanti, dall’altro è possibile che si stia sottovalutando il rischio legato alla zona euro. Con la crisi abbiamo imparato che i mercati possono cambiare di segno in modo estremamente rapido e, visti i problemi irrisolti che ci sono ancora sul piatto, è auspicabile mantenere un portafoglio prudente e ben diversificato.

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