COME INVESTIRE? GLI HI-YIELD VOLANO AL 18%

1 Aprile 2009, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – «Gli hi yield volano al 18% Per inseguirli serve l’air bag»
I rendimenti delle obbli­gazioni societarie a bas­so rischio (investment grade) battono i titoli go­vernativi di almeno 3­4 punti percentuali. Nel mondo delle emissioni ad alto rischio (hi-yield) non è raro che la cedola raggiunga punte del 16-18%».

Il quadro del mercato del reddito fisso tratteg­giato da Gibson Smith , re­sponsabile delle gestioni obbligazionarie e hi yield (alto rischio e alto rendi­mento) del gruppo ameri­cano di asset manage­ment Janus Capital , ha colori rosa e oro.

E questo perché «per ef­fetto della crisi finanzia­ria che si sta lentamente ri­solvendo sul mercato del reddito fisso si sono create occasioni di guadagno irri­petibili, quasi mai rintraccia­bili in periodi di normalità».

Natural­mente i titoli ad altissimo rendimento sono come materiale radioattivo. E i piccoli risparmiatori pos­sono avvicinarsi a questo tipo di investimento uni­camente attraverso i fon­di specializzati se non vo­gliono correre il rischio di vedere incenerito il capi­tale. «Anche per noi gesto­ri il problema più delica­to consiste nell’evitare i ti­toli di quelle società che rischiano il default , quin­di di non rimborsare il de­bito », avverte. Ma con gli strumenti matematici e previsionali di cui dispon­gono gli specialisti questo pericolo viene tenuto sot­to ragionevole controllo.

Ma quali sono stati i principali effetti della cri­si finanziaria sul mercato del reddito fisso? «In que­sti mesi sono scomparse intere classi di investi­mento, ad esempio le ob­bligazioni collegate ai mu­tui ipotecari, che sono sta­te al centro del proble­ma », dice Smith. «Ma le categorie obbligazionarie sopravvissute, i corporate bond e le emissioni hi yield, appunto, hanno mi­gliorato notevolmente il loro grado di convenien­za.

Dal punto di vista geo­grafico il gestore non ha dubbi: «le migliori occa­sioni di investimento si trovano in questo mo­mento sul mercato statu­nitense ». Anche i paesi emergenti offrono buone opportunità, «ma noi sce­gliamo sem­pre le singole aziende, non facciamo scommes­ se-paese», pre­c isa. Se si guarda invece ai settori indu­striali il fund manager con­ferma grande cautela verso le obbligazioni bancarie.

Piacciono invece i titoli di debito emessi dalle azien­de di quei settori meno ci­clici e parzialmente im­muni ai rischi di crisi, co­me l’alimentare. Seguono le obbligazioni emesse dalle società specializzate nella logistica e nei tra­sporti. Quindi le telecom, la cui cedola non teme ce­dimenti.

«Un suggerimento, per gli investitori in euro, è sempre quello di sceglie­re fondi specializzati co­perti dal rischio di cam­bio », aggiunge Smith. Le onde prodotte dalle oscil­lazioni valutarie potrebbe­ro infatti cancellare le per­formance. (M. SAB.)

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