COME COMPRARSI FIAT CON UNO SCONTO DEL 17%

7 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia
*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Nelle ultime settimane, e più in particolare da quando Fiat ha iniziato a macinare punti al rialzo allontanandosi dai minimi toccati al di sotto dei 3,32 euro, i riflettori del Sedex di Borsa Italiana si sono accesi su un certificato Bonus con Cap che alla scadenza del prossimo 11 agosto pagherà un Bonus del 10% se il titolo del Lingotto riuscirà a non quotare mai al livello della barriera posta a 2,34625 euro. Il certificato, emesso da Bnp Paribas, a poco meno di 100 giorni dalla data di esercizio è quotato circa 107 euro e promette dunque un ottimo rendimento dal momento che per andare a violare la barriera sarebbe necessario un tracollo superiore al 70% dagli attuali valori raggiunti da Fiat. Ma per investire sul titolo dell’azienda torinese, Bnp Paribas ha in quotazione sul mercato di Borsa Italiana un secondo certificato che ha vissuto ben altre fortune.

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Il certificato è stato emesso lo scorso mese di ottobre e presenta uno strike , ovvero il valore iniziale del titolo sottostante, pari a 7,86 euro, una barriera a 4,72 euro e un livello di Bonus che sarebbe stato pagato alla scadenza del 29 ottobre 2009 pari al 17% del nominale. A soli due mesi di distanza dalla data di emissione, più precisamente il 22 dicembre scorso, a seguito di una rilevazione del prezzo di riferimento pari a 4,70 euro, il certificato ha subito l’evento barriera e così da quel momento in poi l’opzione esotica put down&out che avrebbe consentito di incassare il Bonus a scadenza è venuta meno. La teoria insegna che al momento della violazione della barriera un certificato si trasforma in un semplice Benchmark che replica le variazioni del sottostante al netto dei dividendi stimati fino alla scadenza. Tuttavia ciò che finora non era mai capitato è che un titolo finito al di sotto della barriera riuscisse a recuperare interamente il terreno perso e a riportarsi in pochi mesi al di sopra dello strike.

Quanto accaduto in queste ultime sedute sul titolo Fiat, tornato al di sopra degli 8 euro di quotazione per effetto dell’accordo raggiunto con Chrysler, è dunque un evento di sicuro interesse, oltre che sotto il profilo didattico, per la particolare situazione in cui versa la quotazione del certificato. Analizzando l’andamento del certificato dalla data di lancio si può osservare come in prossimità dei minimi raggiunti da Fiat a fine gennaio e agli inizi di marzo, la quotazione fosse scesa anche al di sotto dei 50 euro, in linea con i 7,86 euro dello strike. Il successivo rally che ha fatto tornare Fiat al di sopra dello strike non ha tuttavia condotto le quotazioni del certificato al di sopra dei 100 euro di partenza. Come mai ci si chiederà?

Per ottenere la risposta al quesito occorre prezzare le due opzioni rimaste in vita nella struttura sottostante, ossia la classica call con strike prossimo allo zero e l’opzione call venduta con strike pari al livello Cap ( 9,20 euro). Se la strike zero sta mostrando un prezzo pressoché identico a quello corrente di Fiat, la call venduta per dar vita al Cap sta facendo da zavorra. Nel dettaglio il prezzo del certificato sul Sedex, con Fiat a quota 8,02 euro, è pari a 86,70 euro. In altre parole è come se oggi si potesse comprare Fiat sul listino pagandola 6,81 euro anziché 8,02 euro.

La presenza del Cap sta creando dunque una situazione del tutto particolare. Il solo passare del tempo ridurrà l’incidenza negativa dell’opzione call venduta sulla struttura e ad esempio ipotizzando un valore di Fiat pari agli attuali 8,02 euro fra due mesi, il certificato varrà circa 91,60 euro, mentre alla scadenza il rimborso sarà pari a 102 euro. Al momento quindi il certificato presenta uno sconto sul prezzo teorico di esercizio pari al 17,6%.

Comprando il certificato a 86,70 euro a circa sei mesi dalla scadenza ci si espone al solo rischio che Fiat scenda dagli attuali valori raggiunti di oltre il 15%. Infatti in caso di discesa contenuta entro tale percentuale oltre alla protezione totale dell’investimento si avrà diritto anche ad un guadagno calcolato in funzione del livello finale dell’azione. Solamente al di sotto dei 6,81 euro si inizierà a seguire il ribasso del titolo. Se ad esempio Fiat si troverà alla data del prossimo 29 ottobre a 5 euro ( -37,6% dai valori correnti), il rimborso del certificato sarà pari a 63,61 euro ( -26,63% dagli 86,70 euro). Va inoltre considerato che prima della scadenza un eventuale ulteriore allungo di Fiat non verrà replicato in misura lineare dal certificato così come alla scadenza sarà preclusa la possibilità di incassare più dei 117 euro rappresentati dal Cap.

Tuttavia per chi crede che Fiat si fermerà alla scadenza del prossimo 29 ottobre ad un livello compreso tra 6,81 e 9,20 euro, il certificato offre l’opportunità di proteggere il capitale e di incassare un rendimento che a bocce ferme ( cioè con Fiat a 8,02 euro) sarà pari al 17,6%. In caso di livello finale pari o superiore ai 9,20 euro invece si otterrà un ritorno fisso del 35%. Il certificato è identificato dal codice ISIN NL0006298689 ed è negoziabile in Borsa Italiana con un importo minimo pari ad un certificato.

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