Borghi: “Mercati tranquilli con deficit/Pil al 2,5% e politica credibile”

24 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Con un rapporto deficit/Pil 2019 vicino al 2,5% e una politica “credibile” i mercati finanziari saranno “tranquilli” nei confronti dell’Italia e il disavanzo diminuirà. Lo assicura il presidente della Commissione Bilancio della Camera e responsabile economico della Lega Claudio Borghi intervistato da Radio Capital dopo che gli stessi mercati negli ultimi giorni sembra abbiano concesso una tregua all’Italia in vista della presentazione del DEF-

“Secondo me ex ante un numero vicino al 2,5%… porterà come risultato una percentuale più bassa, se le cose saranno corrette. Vale a dire che mettendo un po’ di denaro in circolo aumenterà in parte la crescita e quindi aumentando la crescita rispetto a quella prevista il denominatore aumenta, ex post… il risultato (il deficit) sarà più basso”.

Per ora l’asticella del rapporto tra pil e debito resta fissata all’1,6% e così finirà nero su bianco nel Documento di economia e Finanza, preparatorio alla legge di bilancio ma, secondo quanto riporta oggi Il Messaggero, non si “esclude, ed il ragionamento che si fa al Mef, che il presidente del Consiglio non riesca a strappare qualcosa di più in Europa”.

“La palla è destinata a finire presto nelle braccia del presidente del Consiglio in qualità di garante della tenuta politica della maggioranza, ma anche di massimo esponente del governo in grado di poter trattare con Bruxelles decimali in più di maggiore debito pubblico. Un compito, questo, non nuovo per un presidente del Consiglio – già svolto da Matteo Renzi come da Mario Monti e persino da Silvio Berlusconi (…).

Ma dal canto suo Claudio Borghi ha anche sottolineato di non aver mai sentito indicare dal ministro dell’Economia Giovanni Tria un obiettivo di rapporto deficit/Pil all’1,6%.

Io credo che proprio che con un deficit/pil a 2,5% e una credibile politica di crescita i mercati staranno tranquilli.

Inoltre Borghi con l’occasione ha anche ribadito che “l’uscita dall’euro è fuori discussione”.