Citigroup shock: Argentina potrebbe fallire per la seconda volta

7 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Commento shock da parte della banca americana Citigroup: l’Argentina corre il rischio di andare in default per la seconda volta. E questo, per la sentenza di un tribunale degli Stati Uniti, secondo cui il paese dovrebbe pagare gli interessi sui bond legati al default entro il momento in cui effettuerà i pagamenti sui bond cosiddetti ristrutturati.

Secondo quanto riporta Bloomberg, la sentenza è arrivata lo scorso 23 febbraio ed è stata emanata dal giudice Thomas P. Griesa. “La recente decisione contro l’Argentina da parte del giudice Griesa rappresenta un rischio potenzialmente significativo, sebbene la probabilità sia bassa – ha commentato Jeffrey Williams, strategist dei debiti dei paesi emergenti, in un rapporto – Se la decisione non sarà ribaltata da una corte di appello, i pagamenti sugli attuali bond argentini potrebbero essere a rischio”.

E i mercati stanno già scontando uno scenario non proprio confortante, visto che il rendimento extra che gli investitori chiedono per detenere titoli di debito argentini al posto dei Treasury americani si è allargato di 11 punti base, al massimo valore tra i principali paesi emergenti dopo il Venezuela.

Ma vediamo di capire come tale situazione si è venuta a creare. Tutto ha inizio quando l’Argentina dichiarò default nel dicembre del 2011, il più grande della storia, del valore di $100 miliardi. Il paese si rifiutò di negoziare con i creditori e impose invece le proprie condizioni. Nel ristrutturare i debiti, il paese fu capace di ridurre i propri debiti del 75%. Tra i creditori dell’economia c’era anche l’hedge fund NML Capital, che all’epoca deteneva bond argentini per un valore di $170 milioni. Il fondo accettò il bond swap imposto dal governo argentino nel 2005 e nel 2010 ma si presentò anche al tribunale chiedendo il pagamento degli interessi sui titoli andati in default.

Il giudice americano ha preso in esame il caso e ha affermato che il fondo NML “è stato permanentemente danneggiato” a causa delle “continue violazioni”, da parte dell’Argentina, dei suoi adempimenti. Il giudice ha così ordinato all’Argentina di “osservare i suoi obblighi”, pagando gli interessi sui bond detenuti da NML Capital. Reuters precisa che NML Capital non è neanche l’unico fondo a richiedere indietro i soldi.