Citi: “la prima elezione europea in cui gli elettori non hanno fatto la cosa giusta”

26 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

Roma (WSI) – Hanno scardinato tutte le logiche del passato i risultati delle elezioni italiane. Non hanno proclamato un vincitore, non hanno condannato uno sconfitto, hanno solo prestato sponda alla rabbia. Nell’incertezza che lasciano c’è solo una certezza, a detta di analisti e operatori di mercato, la condanna di una nuova stagione all’insegna della volatilità.

Il Wall Street Journal, in un lungo editoriale, osserva che le elezioni italiane, che hanno visto l’affermazione del centro-sinistra alla Camera e il vantaggio della coalizione guidata da Silvio Berlusconi al Senato, non sono riuscite a produrre “un chiaro vincitore” spalancando la porta all’instabilità politica con il rischio di “travolgere nuovamente l’Europa“.

“Questo inconcludente risultato – osserva il quotidiano finanziario Usa – significa solo una cosa, che l’Italia potrebbe tornare a votare nel giro di pochi mesi”.

Secondo Steven Englander, esperto del mercato valutario presso la banca americana Citi, queste sono le prime elezioni in cui gli elettori non hanno fatto la cosa giusta. “Gli italiani hanno dato un sostegno sorprendente ai politici che rifiutano l’austerità e l’euro”, osserva. “Ma questo potrebbe diventare un grosso problema se crea un effetto contagio”.

Quella sensazione in cui le Borse si sono cullate, ossia che il peggio fosse alle spalle, anche in Italia, non è stato abbastanza per frenare i malumori degli italiani alle manovre imposte dalle politiche di austerity. L’esperto di Citi auspica ora un taglio dei tassi da parte della Bce, ma riconosce che questo non sarebbe comunque abbastanza.

“Dovranno essere i politici della zona euro a trovare il modo di stimolare rapidamente la crescita in quanto l’esito delle elezioni è un fatto più problematico delle emergenze di mercato: non può essere annullato stampando denaro”.

The Times, il quotidiano conservatore di Rupert Murdoch che pubblica una foto di Beppe Grilo, definito, un comico anti-corruzione, titola sulla home page “Paura per l’Eurozona dopo che gli italiani hanno votato per un giullare”, mentre Le Figaro apre con l’articolo dal titolo “Elezioni italiane: la minaccia di uno stallo politico e sotto un altro titolo sui “timori delle società francesi”, perché, spiega il giornale, “alcuni marchi starebbero già pensando di lasciare il Paese. Con un secondo anno di recessione le previsioni sono difficili. Le aziende vogliono un governo stabile”.

Per gli analisti di Barclays, l’instabilità vincerà a breve ma l’Italia non può rischiare di rimanere intrappolata troppo a lungo in una fase di impasse politica. “Se questo dovesse avvenire e i partiti non fossero in grado di trovare un accordo su una grande coalizione, allora riteniamo che aumenterebbero le possibilità che l’Italia debba fare richiesta di una linea precauzionale di credito”, cioé in ultima istanza far ricorso allo scudo antispread della Bce. Secondo il rapporto della banca britannica, lo scenario che sarebbe maggiormente apprezzato dai mercati è quello di una grande coalizione fra Pd, centro montiano e Pdl, per sostenere un governo temporaneo. Questo esecutivo dovrebbe riformare la legge elettorale in modo da garantire una maggiore governabilità e ridare ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri candidati anziché apporre semplicemente la preferenza sul simbolo di una lista. “In base a questo scenario – recita il rapporto di Barclays – pensiamo che nuove elezioni potrebbero essere tenute alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo”.

Dello stesso avviso gli analisti di Credit Suisse per i quali ”bisognerebbe tentare una grande coalizione. Questa sarebbe probabilmente, e sotto certe condizioni, l’opzione preferita dai mercati, anche se pensiamo che non sarebbe una coalizione di lunga durata”.

Sebastien Galy, analista di SocGen, osserva che comunque l’aumento della volatilità non si è ancora trasformato in una correzione profonda. “Il cambio euro/ dollaro dovrebbe riuscire a mantenersi sopra la soglia dell’1,30”, è la sua tesi. Ma poi aggiunge: “Questa tendenza di forte correzione viste come opportunità di acquistare sui minimi ci riportano ai comportamenti di mercato del 2007, quando la crisi dei mutui subprime ha vissuto il suo momento più drammatico”.

In realtà osservano alcuni trader non si dovrà aspettare tanto per vedere la reazione degli investitori sul mercato primario. Questa mattina, nel calendario del Tesoro è infatti in agenda un’asta di Bot a cui seguirà domani un collocamento di Btp. I tassi che verranno battuti saranno emblematici per tastare il polso del mercato.