Citi: l’America fallirà. Per qualche giorno

14 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Non risuona sulle sponde dell’Egeo lo spauracchio di un default. Adesso è Oltreoceano, sulle sponde che bagnano l’America, che oggi gli economisti riversano le loro preoccupazioni. L’amministrazione Obama dovrà disinnescare la bomba: trovare un accordo con i Repubblicani sull’aumento del tetto del debito e i tagli alla spesa entro il primo marzo come stabilito dall’accordo sul fiscal cliff. Altrimenti sarà la fine.

Se le trattative che si presentano in salita dovessero far saltare il banco, ossia se il Congresso non approverà un aumento del tetto del debito, gli Usa potrebbero non rispettare i loro obblighi di pagamento. E per l’America lo scenario di un fallimento non sarebbe quindi più solo ipotesi di scuola, ma diventerebbe realtà. Steven Englander, alla guida del team di reddito fisso della banca americana Citi, lo ha già preventivato.

In un report ha scritto che è un’opzione realistica quella che prevede per gli Stati Uniti una fase di default tecnico per qualche giorno, anche se ha aggiunto che è più probabile che il Congresso decida di esprimere il proprio voto sul tetto del debito e di prendere tempo sul Fiscal Cliff, facendo quindi diventare reale lo scenario fallimento per gli Stati Uniti.

“Sarà a quel punto che dovrà intervenire la Federal Reserve – conclude l’esperto -, nel senso che dovrà pompare liquidità nel sistema, per rassicurare gli investitori sul fatto che una soluzione sui tagli alla spesa pubblica verrà presto trovata”.

Ma conclude Zhang Monan, ricercatore presso l’osservatorio economico, China Macroeconomic Research Platform, meglio non farsi illusioni. “Il governo degli Stati Uniti sta cercando di ripagare il debito vecchio prendendo in prestito ancora di più denaro di quanto fatto in passato”, ma in questo modo lo fa crescere in maniera esponenziale. Siamo sicuri di andare nella direzione giusta?

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