Cina, riserve valutarie record

13 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Aveva gia’ le riserve valutarie maggiori, ma il relativo ammontare ha raggiunto cifre record. A fine settembre la Cina poteva contare su 2650 miliardi di riserve valutarie, fattore che fa aumentare le preoccupazioni sulle mosse del paese per frenare la sua moneta possano davvero mettere a repentaglio la ripresa economica globale.

Nel terzo trimestre gli asset in valuta estera sono aumentate di $194 miliardi, stando al comunicato odierno della People’s Bank of China, la banca centrale cinese.

Le riserve sono salite di $84.6 miliardi in luglio, di $8.9 miliardi ad agosto e di $100.5 miliardi in settembre. Le aspettative degli analisti erano per un incremento delle riserve trimestrali di $40.7 miliardi.

“Con le varie ostilita’ nella guerra valutaria, un aumento delle riserve foreign exchange nel terzo trimestre non fa che aumentare le pressioni sulle politiche valutarie di Pechino”, ha dichiarato a bloomberg Tom Orlik, analista con sede a Pechino di Stone & McCarthy Research Associates che formalmente lavora per il Tesoro inglese.

C’e chi fa notare che l’incremento trimestrale delle riserve valutarie cinesi e’ dovuto alla rivalutazione dello yuan (che ha guadagnato il 2.4% sul dollaro da giugno, quando e’ stato lasciato libero di oscillare in una fascia seppur ristretta). Il resto e’ dovuto all’aumento delle esportazioni (il secondo maggiore di sempre a $145 miliardi) e all’ingresso in Cina di nuovi capitali.

Dopo le accuse del segretario al Tesoro Timothy Geithner e quelle di Axel
Weber, presidente della Bundesbank e consigliere della Bce, secondo cui la Cina manipola lo yuan (cosa che spiega il surplus), l’attenzine si sposta sulla riunione del G20 che si terra’ in novembre in Corea del Sud.