Cina: Lezione di Padoa Schioppa a Pechino

27 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Una lezione sull’Unione europea e sull’economia italiana agli studenti dell’Università Qinghua di Pechino e un lungo incontro col ministro delle Finanze cinese, Jin Renqing: questi i punti salienti della seconda giornata cinese del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, alla vigilia della riunione del G30.
Il ministro ha fatto solo due brevi “puntate” sui problemi del nostro Paese. Parlando con i corrispondenti italiani a Pechino, Padoa-Schioppa ha sottolineato che in Italia vengono pochi investimenti stranieri “forse perché non si ha la certezza di un sistema di regole chiaro e rispettato”. In precedenza, al termine del discorso tenuto davanti a una attenta platea di studenti universitari, il ministro ha affermato che l’economia italiana “dà segni di ripresa”, aggiungendo che “ora dobbiamo capire se si tratta di un fenomeno congiunturale o se abbiamo superato alcune delle nostre debolezze strutturali”.
Nel suo discorso agli studenti, Padoa-Schioppa ha illustrato le caratteristiche dell’Unione europea, mettendo a confronto l’integrazione del Continente, che ha contato su un forte sistema istituzionale di supporto, con quella in corso nell’Asia Orientale, che è “guidata dal mercato”.
Dopo una visita al Sino Italian Energy Efficient Buiding (Sieeb), l’edificio ecosostenibile costruito con tecnologie italiane nel campus dell’Università, Padoa-Schioppa lo ha definito “straordinario”. L’edificio è stato pensato e realizzato come una “show room” delle imprese e dell’innovazione italiane nei settori dei materiali per l’edilizia, delle facciate efficienti dal punto di vista energetico, della produzione decentrata e della conservazione dell’energia, della conservazione e riciclo delle acque; il Sieeb ospita nei suoi ventimila metri quadrati studi, laboratori, un centro espositivo della tecnologia italiana e una sala conferenze. Il ministro, affiancato nei suoi impegni dall’Ambasciatore d’Italia in Cina, Riccardo Sessa, che ha incontrato due giorni fa il consigliere di Stato (membro del Governo non titolare di un dicastero, ndr) Lou Jiwei e il vice presidente della Export-Import Bank, Li Liange, ha detto di aver trovato i suoi interlocutori interessati a investimenti in Italia, in particolare nel settore portuale. Padoa-Schioppa, ricordado che le decisioni in materia spettano comunque agli imprenditori, ha aggiunto che la sua visita conferma l’importanza prioritaria che il Governo italiano assegna alla Cina e all’Asia dopo “un quinquennio nel quale hanno prevalso le sottolineature dei pericoli” rappresentati dall’emergere dei nuovi giganti economici asiatici.
Nella serata di ieri Padoa-Schioppa si trasferisce ad Hangzhou, l’antica città imperiale non lontana da Shanghai, dove parteciperà ad una riunione del Gruppo dei Trenta (o G30), un super “think-thank” del quale il ministro fa parte dagli anni Ottanta e che ha tra i suoi membri ex-presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti (la Banca centrale Usa), Paul Volcker, l’ex-presidente del Fondo Monetario Internazionale, Jacques de Larosiere, e il governatore della Banca centrale della Cina (la People’s Bank of China), Zhou Xiaochuan.
Il G30 tiene due riunioni all’anno, una a Washington negli Usa e una in un altro Paese: il fatto che per la prima volta sia venuto in Cina, ha detto il ministro, dimostra “l’importanza che il Paese ha assunto nell’economia mondiale”. Da Hang-zhou, il ministro ripartirà oggi per l’Italia.