Cina: azioni e obbligazioni, cosa attendersi per il 2022

27 Dicembre 2021, di Mariangela Tessa

Alla vigilia del 2022 gli investitori si interrogano sulle prospettive di azioni e obbligazioni della Cina dopo un anno avaro di soddisfazioni.

La brusca decelerazione dell’economia cinese, iniziata nella seconda metà del 2021, si protrarrà anche nel 2022; pertanto la crescita del PIL rimarrà modesta. Sono le stime degli analisti di Schroders,  secondo cui, complice le restrizioni contro il Covid-19, ma anche per via della crisi del settore immobiliare, quest’anno il Pil non andrà oltre il 4,7% (dato rivisto al ribasso dal 7,7%).

“La principale fonte di preoccupazione è il settore del real estate. Lo scetticismo circa la solidità dei costruttori fortemente indebitati ha comportato una marcata riduzione delle vendite di immobili nuovi; è quindi venuta meno una fonte fondamentale di finanziamento e si è innescato un circolo vizioso caratterizzato da contrazione dell’attività edilizia, ristrutturazioni del debito più frequenti e riduzione del fatturato” si legge in una nota.

Sul fronte dei consumi, decisiva sarà la domanda interna. Questo perché, secondo gli analisti, alla luce della politica di tolleranza zero del governo cinese, una riapertura delle frontiere nel 2022 appare improbabile.

Altro capitolo l‘inflazione. Se da un lato l’inflazione dei prezzi al consumo potrebbe essere prossima al picco, dall’altro è improbabile una discesa a livelli nettamente più bassi. In Cina, siamo alle soglie di un periodo di inflazione strutturale trainata da fattori di lungo periodo quali l’invecchiamento demografico, il focus sulla decarbonizzazione e il persistente e prolungato quantitative easing a livello globale.

Azioni e obbligazioni, cosa attendersi

Secondo Schroders, “la correzione del mercato azionario cinese nel 2021 fa nascere numerose opportunità in svariati settori. Nel complesso, ci sembra che le valutazioni siano adeguate e offrano una maggiore protezione dal rischio di ribasso in un contesto macroeconomico ancora difficile nel 2022”.

In termini settoriali, tra i settori più promettenti spiccano  le azioni delle aziende dei beni di consumo di alta qualità, i cui produttori potrebbero riuscire a trasferire i maggiori costi di produzione ai consumatori finali.

Focus inoltre sulle nuove infrastrutture e gli investimenti di capitali in progetti green, in linea con le politiche del governo. “D’altro canto, è verosimile un ulteriore rallentamento degli investimenti immobiliari dato il deleveraging in atto sul mercato del real estate”.

Per quanto riguarda infine il settore obbligazionario, una replica della solida sovraperformance relativa del 2021 non è scontata, ma alle soglie del 2022, Schroders conferma il grande ottimismo circa le obbligazioni cinesi onshore.

I bond della Cina restano un’opportunità di investimento estremamente valida. L’espansione economica ha rallentato (dall’8-9% del decennio scorso al 5% stimato nel 2022) con l’attenzione che si sposta dalla quantità alla qualità della crescita. Tale transizione potrebbe porre le basi per un’economia più sostenibile e stabile in futuro; in ogni caso un tasso di crescita complessiva più basso è positivo per le obbligazioni poiché i tassi di interesse si manterranno probabilmente bassi. Inoltre, i nuovi temi – prosperità comune, riforma del quadro normativo e riduzione dell’indebitamento – sono favorevoli agli investimenti in obbligazioni.

Inoltre il Congresso nazionale del Partito Comunista – dicono gli esperti – a ottobre 2022 darà nuovo impulso all’attuazione delle riforme.

“Ciò sarà positivo per le obbligazioni, poiché è probabile che gli investitori continuino a restare cauti e ad ampliare l’esposizione ai bond cinesi in presenza di attese di crescita più modeste e del rischio di impennate della volatilità. Infine, le obbligazioni cinesi sono un’asset class matura e gli investitori iniziano a considerarle un bene rifugio emergente. Le valutazioni interessanti, un contesto economico incoraggiante, una politica monetaria divergente, una crescente accessibilità, l’inclusione negli indici, la bassa volatilità e i vantaggi in termini di diversificazione sono solo alcune delle ragioni per cui continuiamo a favorire le obbligazioni cinesi. Inoltre, Pechino promuove tuttora la divisa cinese come valuta di riserva internazionale, pertanto le obbligazioni governative locali rivestiranno un ruolo cruciale come fulcro degli investimenti in asset denominati in renminbi”.