Ci sono anche aziende che rimpatriano in Italia

5 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Si sente spesso parlare di delocalizzazione per sfruttare il minor costo della manodopera e del lavoro in generale, ma vi è anche il fenomeno contrario, il reshoring, il processo che vede un ritorno in patria anche parziale di produzione precedentemente esternalizzata. Ma quali aziende italiane sono rientrate in patria?

A darne un elenco è l’ufficio studi di Intesa SanPaolo che ha individuato i casi più recenti di rimpatrio e tra questi la stragrande maggioranza riguarda aziende operanti nel settore della moda.

Così il gruppo Benetton ha riportato in epoca recente in Italia una piccola parte della sua produzione e al tempo stesso ha lanciato una nuova linea di maglioni basic prodotta all’interno del distretto del tessile e dell’abbigliamento di Treviso, Castrette di Villorba. A seguire la Fitwell, azienda specializzata nella produzione di scarpe e scarponi tecnici da montagna, che dopo una fase di esternalizzazione dei suoi modelli di bassa e media gamma in Romania, ha deciso di far rientrare tutta la produzione in Italia, nello stabilimento di Pederobba (Treviso). Così anche il Gufo, azienda di Asolo (Treviso) che opera nel distretto del tessile e dell’abbigliamento di fascia alta per bambini da 0 a 14 anni, sta avviando un processo di rimpatrio di una parte della produzione che realizza oltre confine.

Altri casi di reshoring un pò meno recenti sono stati Prada, Ferragamo, Ermenegildo Zegna, Bottega Veneta, Geox, Piquadro e Nannini, ma anche grandi gruppi dell’occhialeria come Safilo e Marchon, gruppi del comparto del mobile tipo Natuzzi. Un fenomeno quello del rimpatrio che fa bene all’occupazione come sottolinea il report di Intesa SanPaolo.

“La rilocalizzazione in Italia ha portato a un rilancio dell’attività produttiva, con conseguente aumento dell’occupazione sul territorio, ma anche a una focalizzazione dell’impresa sull’alto di gamma (Safilo, Geox, Piquadro)”.