CETA si farà, alla fine il Belgio si è piegato

27 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

È saltato in maniera definitiva il viaggio del primo ministro canadese a Bruxelles per riavviare i negoziati sull’accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea. Il summit propedeutico alla firma del controverso trattato commerciale Ceta doveva tenersi oggi, ma è stato cancellato dopo che le autorità del Belgio non hanno trovato un’intesa last minute. Il premier canadese Justin Trudeau è stato quindi costretto ad annullare il suo viaggio a Bruxelles.

Il summit è solo rimandato, tuttavia, e l’impressione è che anche l’intesa sia solo rimandata, dal momento che il premier belga ha appena annunciato che, sebbene oltre il tempo massimo, i partiti del Belgio hanno trovato un punto di incontro. I leader politici belgi hanno detto di aver raggiunto un consenso a sostegno della ratifica dell’accordo commerciale Ue-Canada.

Le parole del premier belga Charles Michel hanno alimentato le speranze di una firma dell’accordo Ceta a breve. “Un accordo” è stato trovato, ha detto Michel dopo l’ultimo round della maratona negoziale per vincere le resistenze delle comunità francofone belghe, che rischiavano di far saltare l’intesa con il Canada già approvata da tutta l’Unione europea.

Nei giorni scorsi il parlamento della Vallonia, regione francofona del Belgio, si era opposto al trattato di libero scambio, giudicato così com’è stato pensato svantaggioso economicamente e umanamente. Una parte del Belgio ha detto un secco no al Ceta, ma le autorità in Europa ci hanno creduto fino alla fine e l’hanno avuta vinta.