Ce la possiamo fare? Segui il webinar di Arca Fondi SGR e The Adam Smith Society

11 Marzo 2021, di Massimiliano Volpe

Prosegue anche a marzo il ciclo di incontri organizzati da Arca Fondi SGR. Martedì 16 marzo dalle ore 17.30 alle 19.00 si terrà in diretta streaming il webinar dal titolo “Ce la possiamo fare?” organizzato in collaborazione con The Adam Smith Society. L’evento rientra nel ciclo di incontri dal titolo “L’economia in libri”.
The Adam Smith Society è una libera associazione cui aderiscono professionisti, accademici, economisti, giuristi ed operatori economici interessati allo studio ed alla diffusione dei princìpi dell’economia di mercato, della concorrenza e della libera iniziativa.
I principali temi trattati dall’associazione riguardano la regolamentazione pubblica dell’attività economica, le politiche antitrust, la regolamentazione dei mercati finanziari e la deregulation.

Per iscriverci basta registrarsi a questo link.

Parteciperanno all’evento:

Alessandro De Nicola – Presidente, The Adam Smith Society

Ferruccio de Bortoli – Presidente, Longanesi, Autore de “Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)”, Garzanti 2020

Stefano Caselli – Prorettore per gli Affari Internazionali, Università Bocconi, Autore de “La grande tentazione”, UBE 2020

Ugo Loeser – Amministratore Delegato, Arca Fondi SGR

L’evento si inserisce in un ciclo di grandi approfondimenti che Arca Fondi SGR organizza per i risparmiatori e gli investitori italiani. Questa attività si è intensificata a seguito dell’emergenza Covid, basti pensare che nel corso del 2020 Arca Fondi SGR ha realizzato più di 200 webinar tra eventi riservati e aperti al pubblico, sempre con ospiti di prestigio per approfondire le tematiche del mondo e delineare gli scenari del futuro.
Tutto questo affinché la relazione tra consulente/banca e cliente rimanga sempre attiva.

L’Italia alle prese con l’emergenza coronavirus

Da oltre un anno l’economia italiana è alle prese con la pandemia da coronavirus che ha provocato la peggiore recessione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale (Pil a -8,9% secondo l’Istat nel 2020). Ora il nuovo governo Draghi è alle prese con la riscrittura del Recovery plan e l’avvio delle riforme strutturali richieste all’Italia dall’Europa (pubblica amministrazione, giustizia e fisco) per riportare l’economia del Paese su solidi binari di crescita.

Ma ce la possiamo fare? È questo il titolo del webinar a cui gli ospiti cercheranno di rispondere.
Secondo Stefano Caselli l’emergenza Covid-19 ha fatto riaffiorare nel nostro Paese vecchi paradigmi che sostengono il ritorno dell’intervento pubblico nell’economia.
Il passaggio dalla cosiddetta mano invisibile del mercato a quella, fin troppo ingombrante, dello Stato. È la grande tentazione da cui, secondo l’autore de “La grande tentazione” bisogna tenersi alla larga.

“Per recuperare il terreno perduto – chiarisce Caselli – occorre invece sfruttare la forza straordinaria di banche e mercati finanziari, tra i più efficaci strumenti di politica economica in nostro possesso, gli unici capaci di moltiplicare risorse, idee ed energie da integrare nel sistema produttivo italiano. Questo non significa marginalizzare lo Stato che, sempre in una logica di affiancamento temporaneo al mercato o con meccanismi di mercato, deve invece sostenere attivamente le politiche di sviluppo. Per esempio, disegnando quelle regole, soprattutto fiscali, che permettono al sistema finanziario di liberare risorse utili alla crescita, intervenendo nell’economia con una logica vicina a quella del private equity e del partenariato pubblico-privato, orientando, attraverso banche e mercati finanziari, le risorse disponibili per supportare le aziende. Solo così si potrà rilanciare il Paese, sostenere le imprese e affrontare le sfide del futuro”.

Ma chi è il responsabile di questa profonda stagnazione dell’economia italiana, già fragile anche prima della pandemia? Secondo Ferruccio de Bortoli “nel dibattito pubblico italiano sembra sempre mancare un pezzo di verità: pur di raggranellare qualche briciola di consenso e soddisfare gli appetiti di lobby e gruppi di potere, avanza inesorabile una narrazione di comodo che ci esenta da qualsiasi responsabilità personale e collettiva”.

Per questa ragione nel suo libro “Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)” Ferruccio de Bortoli, con lucidità impietosa, sottolinea quelle storture e quei pericoli che troppo spesso in Italia vengono sottaciuti. Perché non ci diciamo fino in fondo che spendiamo più di quanto dovremmo, senza preoccuparci della crescita del debito pubblico; che non possiamo vivere di sussidi statali senza creare reddito; che è illusorio voler difendere l’occupazione finanziando con i soldi dei contribuenti aziende senza futuro.

De Bortoli sottolinea poi il fatto che la crescita del capitale umano viene spesso trascurata, la cultura scientifica è poco diffusa e dilaga un antieuropeismo populista privo di solide ragioni economiche. “È solo recuperando lo spirito migliore che da nord a sud abbiamo dimostrato nelle dure settimane di autoreclusione che possiamo affrontare una volta per tutte le nostre lacune per tornare ad avere fiducia nel domani, autentico propellente per una forte ripresa nazionale” chiarisce l’ex direttore del Corriere della Sera.