Casta dei politici: “un errore levare il finanziamento ai partiti”

17 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “Sta suonando la campana dell’ultimo giro per tutti”. Con questa frase ad effetto Gianfranco Fini si associa all’allarme di estinzione dei partiti lanciato dal Consiglio Superiore della Magistratura.

I forum, i blog e i social network sono invasi dalle ‘esplosioni di anti politica’, mentre le cronache rilanciano storie di diamanti rubati, case, palazzi, esenzioni Imu per palazzinari e banche, scandali Lavitola e Belsito.

Alfano, Bersani e Casini, leader dei tre maggiori partiti d’Italia alle ultime elezioni, PdL, Pd e Udc, avvertono che azzerare o ridurre i finanziamenti ai partiti favorirebbe le lobby. “Sarebbero puniti tutti allo stesso modo”, dicono. L’aula della Camera deciderà se assegnare la proposta per intervenire sulla gestione dei fondi ai partiti in sede legislativa alla commissione affari costituzionali.

Cosi’ com’e’ strutturata, lascera’ intatti i rimborsi elettorali. Fini, leader di FLI non ci sta e sulle pagine di La Repubblica di oggi chiede un compromesso tra l’azzeramento e il manteminento dello status quo: il dimezzamento dei fondi.

Sulle norme anti-corruzione non c’è “più spazio per rinvii, per attendismo o per tattiche”, avvisa intanto il vicepresidente del CSM. Anzi, occorre agire in fretta, dice chiaro Michele Vietti a Sky, mentre su internet, dai forum ai gruppi su Facebook, dal blog di Beppe Grillo al flusso di tweet, dilaga “l’anti politica”.

Auspicio

“Mi auguro che questa mattina – ha aggiunto riferendosi alla riunione in programma per oggi tra il ministro e i partiti di maggioranza su questo tema – il vertice possa dare un via libera almeno a parte del pacchetto di riforme che il ministro Severino ha messo a punto”.

Urgenza

“C’è urgenza di intervenire sulla corruzione – ha affermato – Ce lo chiede l’Europa, ce lo chiede la nostra economia, perché la corruzione è un forte elemento di dissuasione.

dell’investimento, un elemento di perturbazione della concorrenza, che frena la trasparenza. E’ un elemento – ha proseguito – che, secondo la Corte dei Conti ci costa circa 60 miliardi l’anno. E certamente suscita scandalo nei cittadini che contemporaneamente sono chiamati a sacrifici e vedono dissipare
troppe risorse pubbliche. Credo che su questo fronte – ha concluso – non ci sia più spazio per rinvii, per attendismo o per tattiche”.

La rabbia dei grillini

“Ecco, queste sono le notizie che ti fanno incazzare come una bestia e capire che in Italia comanda sempre la Casta – urla Doriano di Verona sul sito di Beppe Grillo – Azzurro Caltagirone non odia l’IMU. Proprio ieri è passato un emendamento al decreto legge fiscale – presentato in Commissione Finanze alla Camera da Maurizio Del Tenno del Pdl – per esentare dal balzello comunale immobili nuovi invenduti. Insomma, lo sconto ai palazzinari (e alle banche, ndr) che non riescono a vendere le case”.

Il Passaparola

Ferruccio Sansa non risparmia nessuno: “E’ arrivata talmente a un punto forte e profondo questa compenetrazione tra centro-destra e centro-sinistra che non è più soltanto politica, non è più soltanto di affari, è antropologica e culturale. I berlusconiani di centro-destra assomigliano sempre più ai berlusconiani di centro-sinistra, questo è il frutto del berlusconismo. Ci siamo tenuti Berlusconi per tanti anni proprio per questo, perché quelli di sinistra, di centro-sinistra avevano fatto spesso cose simili, se non uguali, a quelli della maggioranza e non potevano scagliare la prima pietra perché avevano molte colpe”.

I tweet

Dal blog Antonio Di Pietro raccogile lo sdegno geenralizzato per le conclusioni di Alfano Bersani e Casini (“Un errore levare il finaziamento pubblico ai partiti”) e cerca di canalizzarlo verso le proposte di IdV: restituzione dell’ultima tranche di soldi pubblici. Ma è su Twitter che l’anti politica trova il suo terreno prediletto: #nosoldiaipartiti, per Idvstaff “la nomina a commissario Inail di De Felice è come mettere un uomo cresciuto nell’ambiente Mediaset alla guida della Rai”. E ancora, #abc: “Cari #ABC – scrive Andrea – ma se avete cosi paura delle lobby, perché non le regolate? Troppi avvocati in parlamento???”. “ABC d- ricordano i Radicali Italiani – dicono che è un errore abolire il #finanziamento pubblico ai partiti. Ma i cittadini hanno già deciso, nel ’93”.
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La proposta

Si tratta di un solo articolo diviso in nove commi, e punta a intervenire immediatamente su alcuni aspetti cruciali della gestione finanziaria dei partiti, con tre obiettivi prioritari. Sono rese obbligatorie per legge la verifica e la certificazione dei bilanci delle forze politiche da parte di società di revisione esterne e indipendenti e i controlli esterni dei bilanci sono attribuiti alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti politici composta dai presidenti della Corte dei conti e del Consiglio di Stato e dal Primo presidente della Corte di Cassazione.

Intatti i rimborsi elettorali e nessuna menzione della rata dei finanziamenti che i partiti dovrebbero ricevere a luglio e che la settimana scorsa Bersani aveva detto sarebbero slittati a settembre. Eventuali scorrettezze devono essere sanzionate.