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CASO MICROSOFT: IL GIORNO DOPO

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L’ultimo colpo di scena sul caso Microsoft (MSFT – Nasdaq) cambia lo scenario in cui si muovera’ uno dei grandi monopolisti del mondo.

Una corte federale ha stabilito giovedi’ che il gigante del software Microsoft Corp. non deve essere scorporata.

Questo lascia mano libera alle strategie di espansione della societa’, finora perseguite in sordina sotto la pressione delle azioni antitrust USA sotto l’ex amministrazione democratica del presidente Bill Clinton.

Lo scenario non potrebbe essere migliore per il fondatore della societa’, Bill Gates:

– il crollo delle dot-com, le societa’ Internet andate in bancarotta in seguito alla depressione del settore, ha riportato all’ovile migliaia di ingegneri informatici che avevano abbandonato la societa’ per perseguire attivita’ imprenditoriali e che ora invece si trovano senza lavoro. Un enorme capitale intellettuale pronto per essere re-impiegato dall’azienda di Steve Ballmer, amministratore delegato di Microsoft.

– Microsoft, con l’enorme flusso di cassa positivo ($27 miliardi) di cui dispone, sara’ piu’ libera nel lanciarsi in nuove acquisizioni per inglobare qualsiasi tipo di nuove tecnologie sviluppate dalle piccole imprese in rovina, rafforzando il proprio vantaggio competitivo. Tra i nuovi mercati da attaccare: Tv interattiva e software per il wireless.

– Il colosso di Redmond (Washington) potra’ inoltre espandersi senza mezzi termini anche nel settore dei servizi online a largo consumo, intensificando la concorrenza con un altro colosso del settore, AOL Time Warner.

– la societa’ di Bill Gates si trovera’ inoltre nella posizione di poter restituire il fendente a tutte le societa’ grandi e piccole che si erano alleate per portare il caso antitrust di fronte al Dipartimento di Giustizia USA.

– Microsoft sara’ infine in grado di raccogliere i frutti dalla sua intensa attivita’ di lobby presso il partito repubblicano perseguita negli anni scorsi, durante il periodo ”buio” del caso antitrust. La nuova nomina repubblicana alla divisione antitrust della Giustizia USA (15 giugno), Charles James, per esempio, ha gia’ commentato pubblicamente a sfavore dello scorporo.

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