CASO ENRON: JP MORGAN POTREBBE PERDERE $1MLD

25 Gennaio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Il crollo del gigante dell’energia Enron potrebbe costare $1 miliardo alla banca d’affari JP Morgan Chase (JPM – Nyse).

Circa il 60% degli scambi di Mahonia, la divisione di trading energetico di JP Morgan, infatti, coinvolgevano Enron attraverso complesse transazioni derivate.

Ora la seconda banca degli Stati Uniti e’ nel mirino della SEC (Securities and Exchange Commission), l’organo di controllo della borsa USA che sta esaminando la sua relazione con la societa’ in bancarotta.

La JP Morgan e’ stata anche portata in tribunale da varie societa’ assicurative che non intendono coprire le perdite relative al fallimento di Enron, adducendo che le transazioni di gas e petrolio erano solo uno schermo per coprire le proprie irregolarita’ contabili.

Le transazioni di Mahonia con Enron, infatti, avvenivano principalmente a fine anno e molti contratti di consegna venivano rivenduti immediatamente al fornitore attarverso contratti derivati, indicando che l’attivita’ serviva a Enron per trasferire le perdite da un periodo fiscale all’altro.

Non solo, con il passare degli anni Enron avrebbe utilizzato Mahonia per raccogliere $2 miliardi di finanziamenti e le transazioni sarebbero servite per mascherare i prestiti.

Secondo fonti vicine alla questione, JP Morgan – che avrebbe ottenuto $100 milioni in fatturato – sapeva che le transazioni erano effettuate a fini fiscali – nulla di illegale, di per se’ – ma avrebbe accettato di continuare i rapporti con Enron, ritenendo che eventuali perdite sarebbero state coperte dall’assicurazione.

Ora la relazione tra Mahonia e Enron solleva nuove questioni sul ruolo di Wall Street nel crollo del gigante energetico e Standard & Poor’s sta considerando una possibile riduzione del rating per JP Morgan.