Caso Consip, segreto istruttorio: violazione permanente

17 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

Quando facevo parte della Guardia di finanza, al comando di Reparti impegnati nella lotta alla criminalità organizzata in terra si Calabria (S.I.C.O.)[1] o ancora oltre a Bari a dirigere la lotta alla evasione fiscale, sovente, con riferimento alle indagini in corso, ricevevo richieste di notizie anticipatrici di operazioni repressive (perquisizioni e arresti) da parte di “corrispondenti” sul territorio della stampa nazionale.

Mi è andata bene, nel senso che sono sempre riuscito a respingere richieste oscene di tal fatta e che ho sempre aborrito e per fortuna alla lunga cessavano.

Da tempo, assistiamo tutti a fughe di notizie di pubblicazioni “coperte dal segreto” laddove, con la scusa del “diritto di cronaca o la c.d. libertà dell’informazione”, si fa di tutto e di più. Oggi, come è successo l’altro giorno da parte del Fatto quotidiano, si pubblicano anche notizie non aventi alcun rilievo investigativo o penale ma solo per alimentare quella gogna mediatica, ad esclusivo beneficio del pettegolezzo o della chiacchiera da Bar Sport e non certo dell’informazione.

Parlando della intercettazione “RENZI” del marzo scorso, quando l’ex premier si rivolse al padre imponendogli di dire la verità ai magistrati che avevano programmato di ascoltarlo il giorno dopo in quanto indagato per “traffico di influenza” nella vicenda CONSIP, emerge qualcosa di più e ci si aspettano chiarimenti da qualche addetto ai lavori.

Se il reato di “traffico di influenza” – ex art.346bis del Codice penale prevede la reclusione fino a tre anni, faccio fatica a comprendere come sia stato possibile avviare una intercettazione telefonica – ex art.266 cpp – quando i limiti di ammissibilità prevedono una pena detentiva non inferiore a cinque anni anche nei reati contro la Pubblica amministrazione.

Mistero giuridico!

Intanto accontentiamoci di sapere che sia il Ministro di Grazia e Giustizia che  la Procura della Repubblica della capitale hanno aperto un fascicolo contro ignoti, talmente sconosciuti che tutti sanno che esistono, ma scoprirli è un altro discorso.

Una fotocopia di una registrazione, la c.d. velina, non si nega a nessuno, soprattutto ai giornalisti di attacco.

Un noto avvocato del Foro di Roma una volta disse che le “informazioni di garanzia” si trovano la mattina, presso le edicole dei giornalai.

Ahimè, è proprio vero e chissà per quanto, sarà sempre così.

Forse senza volerlo, abbiamo “istituzionalizzato” la violazione del segreto istruttorio.

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[1] Sezione Investigativa Criminalità Organizzata