CASINO’: IL BANCO VINCE ANCHE IN BORSA

27 Luglio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Riflettori puntati sul tappeto verde: i casino’ non rappresentano un business equo, ma non tutti si rendono conto fino a che punto il gioco d’azzardo assomigli a un vuoto a perdere. Ci sono piu’ probabilita’ di essere colpiti da un asteroide che non di uscire vincitori da un confronto con la popolare slot machine.

Cercare di avere la meglio sull’industria americana delle scommesse puntando sugli investimenti in borsa, e’ poi un’altra illusione. I titoli del settore sono aumentati del 22% negli ultimi 5 anni, una sciocchezza se paragonato al rialzo del 171% dell’indice S&P 500. A prenderle di santa ragione soprattutto la societa’ quotata in borsa di Donald Trump, scesa del 78% negli ultimi 5 anni. Salva la faccia solo MGM Grand, in rialzo quest’anno del 36%. In ogni caso la concorrenza delle nuove oasi del gioco d’azzardo in Indiana e in California hanno spinto gli analisti di Salomon Smith Barney e Lehman Brothers ad abbassare il rating del colosso di Las Vegas da “Buy” a “Neutral”.

I casino’ hanno pero’ sviluppato negli anni tecniche sempre piu’ sofisticate per attirare e coccolare i clienti. Harrah Entertainment e’ stata la prima societa’ di gestione di case da gioco a lanciare nel 1997 la Total Gold, una sorta di carta d’identita’ personale che si puo’ inserire nella slot machine o utilizzare per ordinare la cena; i conti arrivano in ufficio, al riparo da occhi indiscreti. Tutte le informazioni sono registrate e utilizzate per la prossima visita, dai gusti preferiti, al nome del cane.

Vent’anni fa, solamente lo stato del Nevada ammetteva il gioco d’azzardo. Oggi sono 37 gli stati con almeno la lotteria e in 28 di essi e’ possible trovare un casino’. Le politiche che hanno favorito questa crescita, pero’, giustificata da un potenziale aumento dei posti di lavoro, non ha avuto riscontro nella realta’.

“L’economia nel suo insieme andrebbe molto meglio se si impedisse al gioco d’azzardo di svilupparsi – afferma Earl Grinols, professore di economia dell’Universita’ dell’Illinois – molti dei vantaggi economici derivanti dal settore delle scommesse sono stati strappati ad altri generi di attivita’ commerciali, senza considerare l’indiscutibile aumento del crimine”. Grinols ha calcolato che i problemi connessi al gioco d’azzardo – crimine, diminuzione di produttivita’, bancarotta – costano alla popolazione americana $13.600 l’anno, $180 ogni cittadino, rispetto ai $59-$70 di profitto.