Case Usa: un crollo di -80%, se il valore e’ espresso in oro

14 Giugno 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – I prezzi delle case americane sono precipitati dopo la crisi dei mutui scoppiate nel 2007-2008. In alcuni casi di -50%, come in certe zone della California, Nevada o Florida.

Ma l’effetto e’ di gran lunga peggiore, se si guarda ai prezzi utilizzando un’altra valutazione. Vi proponiamo questo grafico, che mostra il reale calo registrato dai valori immobiliari Usa, poiché non espresso in una valuta che ha subito un forte deprezzamento negli ultimi anni (cioe’ il dollaro) bensì con l’ancoraggio all’ oro, l’asset indicatore reale della ricchezza.

In questi termini, il ribasso dei prezzi immobiliari negli Stati Uniti è di circa -80% e non solo dalla crisi del 2007, dall’inizio del millennio. La recente bolla nel mercato è stata un altro punto di stop, dopo i forti rialzi dai primi degli anni ’80.

E i ribassi non sembrano essere finiti qui. Giusto la scorsa settimana Robert Shiller, l’economista co-fondatore dell’indice S&P/Case-Shiller, aveva affermato che non si sarebbe sorpreso di vedere i prezzi calare ancora del 10% – 25% nei prossimi cinque anni.

“Anche se i prezzi rimanessero invariati in termini nominali, il valore reale delle proprietà potrebbe perdere oltre il 20%”, ha detto Shiller, durante una conferenza a New York.

Se il calo in termini nominali è stato del 33% a marzo, rispetto ai massimi raggiunti nel 2006, secondo i dati del report di Case-Shiller del 31 marzo, è facile capire come si sia arrivati a -80% espresso in oro.

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