Casaleggio, il sovranismo deve passare dall’innovazione

26 Marzo 2018, di Alberto Battaglia

L’innovazione, considerata fra i fattori determinanti per le prospettive di crescita assieme al capitale umano, dovrebbe essere finanziata su base nazionale: questa è la visione dell’erede di Gianroberto Casaleggio, Davide, patron del Movimento 5 Stelle. E’ un rovesciamento di paradigma in chiave sovranista quello espresso da Casaleggio jr, laddove l’attrazione di capitali esteri non sarebbe più al centro delle politiche strategiche dell’esecutivo, anzi, “il coinvolgimento di attori esteri come advisor, il finanziamento statale di soggetti esteri e gli investimenti all’estero e non in Italia da parte dei fondi istituzionali italiani sono sicuramente parte del problema” del finanziamento dell’innovazione, ha chiarito Davide Casaleggio in un’intervista rilasciata a Milano Finanza.

 

“E’ necessario razionalizzare gli interventi e concentrare gli sforzi per creare un sistema tutto italiano di finanziamento dell’innovazione”, ha affermato, invece, lo stratega dei Cinque Stelle; “lo Stato” in primo luogo, “dovrebbe avere come obiettivo quello di sviluppare un sistema di finanziamento dell’innovazione”.

Dal punto di vista della razionalizzazione degli investimenti pubblici, Casaleggio ha citato l’esperienza francese e della “Banca Pubblica di Investimento che ha fatto ordine tra tutte le finanziarie statali locali, che in Italia ancora esistono”, sul fronte privato, poi, “è stata fatta una grande opera di moral suasion sulle grandi aziende francesi per essere protagoniste dello sviluppo del Paese attivando un grande processo di corporate venture capital e supporto all’ecosistema”. I risultati di queste azioni, secondo Casaleggio sono visibili nel fatto che la Francia vanterebbe “venti volte gli investimenti di venture capital dell’Italia e cinque volte il numero di operazioni di Private equity”.