Casa, come la vogliono le famiglie italiane?

12 Novembre 2022, di Alessandra Caparello

Nei primi 9 mesi del 2022, il 97% degli acquisti di immobili residenziali ha riguardato la prima casa e tra questi il 69% l’ha acquistata per la prima volta e il 28% per sostituzione, mentre il 2% come seconda casa per uso personale e solo l’1% a fine di investimento.

Questi alcuni dei risultati che emergono dalla ricerca “Le tendenze in atto nella ricerca della casa”, condotta dal network Gabetti, secondo cui gli acquirenti tipo nei primi 9 mesi del 2022 sono famiglie (56%) o giovani coppie (38%), mentre solo il 6% è single. La domanda di abitazione, rispetto al 2021, è stata dichiarata in aumento dal 46% e stabile dal 44% dei rispondenti, mentre il 10% afferma che è in diminuzione. L’offerta di abitazioni, rispetto agli anni pre-pandemici, è invece diminuita per il 42% del campione, stabile per il 38% e in aumento solo per il 20%.

Chi ha comprato casa: la ricerca di Gabetti

L’indagine rivela in primis come l’alto numero di coloro che ha comperato casa per la prima volta è stato probabilmente trainato dai giovani, che tra il 2021 e il primo trimestre 2022 hanno guidato la richiesta di mutui.

A spingere i giovani soprattutto le agevolazioni fiscali statali per i giovani under 36 e, soprattutto, il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, tanto che il 2021 e il primo trimestre 2022 hanno visto tante coppie di giovani orientarsi verso l’acquisto dell’abitazione.

Molte invece le famiglie che hanno sostituito la propria abitazione per motivi legati soprattutto a un cambiamento delle proprie esigenze, per cause sia interne, sia esterne al nucleo famigliare. Dalla necessità di avere un vano in più, ad esempio, che per l’81% del campione rappresenta la ragione principale per la sostituzione dell’abitazione, alla necessità di avere uno spazio esterno, giardino/terrazzo per il 72%, specie dopo le restrizioni della pandemia. Terzo, per ordine di priorità, la vicinanza ai servizi principali (25%). Al 17% e al 13% vi sono rispettivamente la necessità di disporre di un immobile energeticamente migliore e la vicinanza ai mezzi di trasporto.

Alessandra Caparello | Wall Street Italia

Ma quali immobili si comprano? Più della metà degli acquirenti è stata orientata verso la tipologia di immobile “appartamenti in contesti condominiali” (66%). Il 22% ha preferito una casa unifamiliare indipendente, il 9% una villa indipendente e il 2% una soluzione bifamiliare. A livello di tagli dimensionali, gli immobili più ricercati sono stati i trilocali (57%), seguiti dai quadrilocali (27%), a conferma di quanto i tagli con un vano in più siano sempre più richiesti.

Come stato manutentivo, si preferiscono di poco gli immobili da riqualificare (48%) rispetto a quelli già riqualificati (44%). Solo l’8% ha invece optato per un immobili di nuova costruzione, tipologia che sconta più di altre l’aumento del costo medio di costruzione dei cantieri determinato dalla congiuntura economica internazionale.

I rischi che potrebbero far calare le compravendite

La ricerca di Gabetti inoltre rivela che, rispetto alla guerra in Ucraina, soltanto il 36% teme che la situazione geopolitica attuale avrà delle conseguenze negative sul mercato residenziale (il 35% dichiara di non considerare un’eventuale correlazione). Preoccupano maggiormente l’aumento dei tassi d’interesse. Il 74% dei rispondenti ha dichiarato che l’aumento dei tassi ha indotto nel terzo trimestre dell’anno una leggera frenata da parte dei potenziali acquirenti nell’acquisto di abitazioni, che non rinunciano all’acquisto, ma preferiscono rimandarlo in attesa dello stabilizzarsi dei tassi.

Di contro, la ricerca ha riscontrato ampiamente (84%) come le agevolazioni per i giovani per l’acquisto prima casa (il mutuo Consap under 36, gli sgravi fiscali per l’acquisto della  prima casa, ecc) abbiano contributo positivamente all’andamento delle compravendite. Anche le agevolazioni fiscali come Ecobonus e Superbonus 110% hanno stimolato un aumento delle compravendite per il 62% dei rispondenti al questionario.

Inoltre il 52% del campione prevede che l’interesse dei potenziali acquirenti verso l’acquisto/sostituzione della propria abitazione potrebbe subire una flessione nel quarto trimestre 2022. Il 34%, invece, prevede una situazione stabile rispetto agli ultimi mesi, mentre solo il 4% ipotizza un potenziale aumento.

Rispetto allo scenario del mercato residenziale che si prospetterà per l’ultimo periodo dell’anno alla luce della congiuntura macro-economica, il 44% del campione concorda su un andamento leggermente negativo, il 29% lo ipotizza stabile e il 27% intravede uno scenario positivo.