Carte di credito: ecco quali sono le più care

15 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Se il governo Renzi scommette tutto sulla riduzione del contante per combattere l’evasione fiscale, le banche continuano ad aumentare i costi delle carte di credito. Costi che, secondo una ricerca dell’Università Bocconi di Milano riportata dal Corriere Economia, non sono solo alti, ma anche poco trasparenti. Prelevare contante con la carta di credito, per esempio, costa solo di commissione il 3,5% con un minimo di 2,5 euro. Il canone medio annuo, poi, è salito a 33 euro rispetto ai 31,8 euro del 2013. E ancora: la commissione per le operazioni in valuta si aggira intorno all’1,5%. Balzelli su balzelli che fanno lievitare i costi senza che il possessore se ne accorga.

Nonostante l’Italia sia tra i Paesi che hanno in assoluto più sportelli automatici e terminali Pos (secondo l’ultima relazione annuale di Bankitalia, nel 2012 se ne contavano 50,7 milioni), in Europa restiamo il fanalino di coda nell’utilizzo delle carte di pagamento. Ogni abitante effettua mediamente trentun operazioni all’anno.

Una cifra di gran lunga inferiore alla metà dell’Eurozona che si attesta intorno alle 72 transazioni annue. Questo perché i costi, anziché diminuire, continuano ad aumentare. Nell’immediato futuro, infatti, i già eccessivi costi delle carte di credito sono destinati a crescere ancora. Grazie a una legge approvata da poco, per esempio, sarà reintrodotta entro fine mese la commissione sui rifornimenti di benzina inferiori ai 100 euro. Le commissioni, che dovranno essere esposti per assicurare al consumatore la trasparenza, varieranno a seconda dell’importo.

Il regolamento della Commissione Ue, tuttavia, ha deciso di limitare le commissioni interbancarie (quelle che le banche che gestiscono i Pos versano alle società che emettono le carte) allo 0,3% di ogni transazione per le carte di credito e allo 0,2% per i Pagobancomat. La misura, però, deve essere ancora approvata.

Come pagare meno? Secondo l’analisi del Corriere Economia, il canone annuo, azzerato nelle banche online Ing Direct e Iw Bank e di soli 23 euro alle poste, tocca il massimo con gli 80 euro di American Express. Con un canone di 40 euro, anche le carte dell’alta distribuzione (Carrefour e Auchan) risultano piuttosto alte. Unicredit e Credem hanno anche un costo ulteriore d’emissione pari a 10 e 5 euro. La commissione per l’anticipo del contante, poi, arriva quasi ovunque al 4%. Fa eccezione solo Bpm che ha abbassato la commissione al 3,5%. Findomestic, invece, non fa pagare nulla mentre Ing Direct e Iw Bank applicano un prezzo fisso: 2 euro la prima, 2,75 Ia seconda.

Anche le carte di credito che permettono di rimborsare a rate gli acquisti hanno costi piuttosto elevati. Sebbene le politiche della Bce abbiano imposto una riduzione dei tassi di interesse, i livelli restano stratosferici. Si parte dal 14% e si arriva facilmente al 24%, più del doppio rispetto ai prestiti personali. Nel 2013 il Taeg medio è calato al 20,54% rispetto al precedente 21,9%. Tra le revolving, la più cara è quella American Express, con Taeg al 23,69%, poi Findomestic al 22,92% e Santander al 22,07%. La Banca Sella (Taeg al 14,24%), Unicredit (14,82%) e Fineco (15%) hanno sicuramente le revolving più convenienti.