Caro mutui, Bankitalia: effetto contenuto sulle tasche delle famiglie

28 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

L’impatto del caro mutui sui bilanci delle famiglie italiane non preoccupa Bankitalia. Almeno, finora. La ragione, stando a quanto scritto nel rapporto stabilità finanziaria, va ricercata nel fatto che un’alta quota (il 60%) dei mutui sottoscritti sono a tasso fisso.

Nel complesso “l’esposizione al rischio di un aumento dell’onere del servizio del debito sui prestiti per l’acquisto di abitazioni è contenuta”, si legge nel rapporto, in cui si spiega che l’indebitamento in rapporto al reddito è stabile e molto più basso della media dell’area euro mentre il tasso di deterioramento dei prestiti rimane basso. I rischi per la stabilità finanziaria derivanti dal settore sono dunque circoscritti.

Gli analisti dell’istituto centrale notano però un fenomeno degli ultimi mesi: i tassi variabili sono tornati a salire per le politiche delle banche e la volontà dei clienti di partire con una rata più bassa.

Nel rapporto stabilità finanziaria della Banca d’Italia si stima che a un aumento di due punti percentuali di un mutuo a tasso variabile si avrebbe una crescita delle rata del 17%.  Va detto che la crescita dei tassi sarà mitigata dai meccanismi di cap che sono previsti dal 40% dei nuovi mutui variabili.

Bankitalia: i tassi a settembre

Nell’ultima pubblicazione ‘Banche e moneta: serie nazionali’, riferita al mese di settembre, è emerso che i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso annuale effettivo globale, Taeg) si sono collocati al 2,65% (2,45% in agosto), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,83% (8,70% nel mese precedente).

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie, invece, sono stati pari al 2% per cento (1,45% nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2,59%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati all’1,69%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,34% (0,32% nel mese precedente).