Caro bollette, prezzi raddoppiati in due anni per le famiglie italiane

29 Agosto 2022, di Mariangela Tessa

Rientro dalle vacanze amaro per gli italiani. Colpa del caro energia, che rischia di prosciugare i conti delle famiglie, che si trovano a pagare 1.231 euro in più rispetto al 2020 solo per le bollette di luce e gas, con la spesa complessiva salita nel biennio 2021-2022 complessivamente del 92,7%. I dati sono stati diffusi da Assoutenti, che ha realizzato uno studio sull’impatto dell’incremento delle tariffe energetiche per le tasche dei consumatori.

Batosta per i consumatori dalle bollette

Nel 2020 una famiglia media ha speso 785 per il gas, 542 euro per la luce, per un totale di 1.327 euro, ha spiegato Assoutenti. Nel 2021, a causa dei forti aumenti scattati a partire dall’ultimo trimestre dell’anno, la bolletta del gas ha raggiunto i 1.162 euro a famiglia, 802 euro quella della luce (per un totale di 1.964 euro a famiglia). Nel 2022, per effetto dei rincari delle tariffe e nonostante le misure adottate dal Governo, la spesa complessiva per l’energia sale a 2.558 euro a famiglia (1.516 euro per il gas, 1.042 euro per la luce).

Ciò significa – hanno aggiunto da Assoutenti – che nel biennio 2021-2022 ogni singola famiglia ha pagato complessivamente 1.231 euro in più rispetto al 2020 (+92,7%) per le forniture di gas ed energia elettrica (+731 per il gas, +500 euro per la luce), un conto che potrebbe ulteriormente aggravarsi ad ottobre , quando Arera renderà noti gli aggiornamenti delle tariffe per l’ultimo periodo dell’anno. Le previsioni dell’associazione per il 2023 sono tutt’altro che ottimistiche. Il presidente Furio Truzzi ha dichiarato:

Gli analisti annunciano tensioni sulle quotazioni dell’energia che proseguiranno anche nel corso del nuovo anno. Considerando l’attuale andamento in forte rialzo dei prezzi di luce e gas, in assenza di un blocco nazionale o europeo delle tariffe e di interventi efficaci di contrasto, nel 2023 il conto per le forniture energetiche potrebbe raggiungere i 5.266 euro a famiglia: 3.052 euro per la bolletta del gas, 2.214 euro per quella della luce, con una crescita della spesa energetica del +300% rispetto al 2020″.

Come trovare risorse per aiutare gli italiani

In un quadro di questo genere, l’associazione del consumatori chiede un intervento del Governo, che “deve assolutamente evitare il massacro che sta per abbattersi sulle tasche di consumatori e imprese, e deve reperire le risorse necessarie a contrastare il caro-bollette attraverso i 40 miliardi di euro di extra-profitti generati dalle società energetiche“, conclude Truzzi.

Come fa notare la Cgia di Mestre, “oggi il prezzo del gas è 10 volte superiore al suo valore storico: è come se pagassimo la benzina 20 euro al litro. Una follia che difficilmente può essere contrastata efficacemente. Purtroppo, a questi livelli di prezzo non ci sono soluzioni miracolistiche. Certo, è indispensabile introdurre un tetto al prezzo del gas a livello europeo, sganciare dalle quotazioni del gas il prezzo dell’energia ricavata dalle fonti rinnovabili e abbassare ulteriormente imposte, oneri e Iva sulle bollette. Alcune misure tampone possono essere approvate in tempi ragionevolmente brevi; altre, più sostanziali, come l’introduzione di un tetto al prezzo del gas, richiedono tempi di approvazione eccessivamente lunghi, che famiglie e imprese non possono attendere. Pertanto, cosa si dovrebbe fare da subito ? In primo luogo, come è stato fatto con la crisi pandemica, Bruxelles dovrebbe alleggerire le regole sul debito pubblico e sugli aiuti di Stato alle imprese. Insomma, dovrebbe consentire lo scostamento di bilancio, permettendo ai singoli Paesi di indebitarsi per lenire gli aumenti di luce e gas a famiglie e imprese. In secondo luogo, l’Ue dovrebbe chiedere a Olanda e Norvegia di tornare ad essere leader europei nell’estrazione di gas naturale. Attraverso un intervento persuasivo del Consiglio europeo su Amsterdam e Oslo, l’aumento della produzione comporterebbe, anche a livello psicologico, effetti molto positivi che, quasi sicuramente, si tradurrebbero in una contrazione delle quotazioni dei prodotti energetici, consentendo a tutta Europa di tirare un sospiro di sollievo”.