Carige in bilico tra incentivi fusione e rischio liquidazione

23 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Si susseguono le indiscrezioni sulla banca Carige, mentre resta tutto da il futuro della banca ligure, prima finita sotto la lente della BCE che l’ha commissariata, e dopo abbandonata da BlackRock, che avrebbe dovuto partecipare al piano di salvataggio. I commissari di Carige sono ancora alla ricerca di un soluzione di mercato.

Secondo indiscrezioni riportate oggi dal Corriere, ci sarebbe un emendamento al decreto Crescita che potrebbe rappresentare la salvezza per Banca Carige.  Si tratta di “una norma che potrebbe garantire all’istituto un tesoretto fino a 700 milioni immediatamente utilizzabile, se si trovasse una banca piccola con la quale impostare una fusione”.

Sotto questo punto di vista, quindi, la norma salva Banca Carige appare dunque come una sorta di incentivo affinché altre banche accettino di scendere in campo e di fondersi con l’istituto ligure.

Le indiscrezioni di oggi si sommano a quelle riportate ieri dall’agenzia Reuters, secondo la quale

“le Autorità di vigilanza bancaria europea ritengono che la soluzione della crisi di Banca Carige debba passare per una procedura di liquidazione se l’istituto non troverà un acquirente, contrariamente al piano di salvataggio pubblico pensato dal governo”.

Lo riferiscono quattro fonti vicine alla situazione secondo le quali i supervisori europei non hanno fretta di staccare la spina e ancora sperano che la banca ligure, commissariata da inizio anno, possa trovare un investitore privato per il suo salvataggio. Sempre secondo l’agenzia stampa, “Le Autorità, tuttavia, considerano una procedura di liquidazione come l’opzione più adeguata se nessuna soluzione di mercato si materializzerà, secondo le fonti”

Secondo una portavoce della Bce “si tratta di speculazioni. La Vigilanza bancaria della Bce fa pieno affidamento sui commissari straordinari affinché proseguano gli sforzi per trovare una soluzione privata”.