Capitalizzazione di Borsa delle aziende italiane in calo del 20,5%

12 Gennaio 2023, di Gianmarco Carriol

I dati relativi alla Borsa Italiana evidenziano un quadro economico contrastato, con una capitalizzazione in forte diminuzione rispetto al Pil. Gli investimenti in azioni sono in calo, mentre aumentano quelli in obbligazioni. Si riduce il numero delle società quotate su Piazza Affari, ma la redditività delle imprese italiane quotate registra un apprezzabile incremento. Questo il quadro di Piazza Affari nella fotografia scattata nell’ultimo Bollettino statistico della Consob, relativo al primo semestre 2022.

La tendenza è stata arricchita dal forte incremento delle vendite allo scoperto. La flessione dei titoli azionari ha depresso la valutazione complessiva delle aziende italiane quotate e al 30 giugno 2022 è risultata una contrazione del 20,5% rispetto al trimestre precedente. Il numero delle società quotate su Euronext Growth Milano (Egm, ex Aim Italia) è aumentato, ma è diminuito il peso degli investimenti in azioni, in particolare quelle italiane.

Gli utili delle imprese industriali quotate sul mercato principale e sull’Egm hanno registrato un forte aumento. La guerra in Ucraina, l’impennata dell’inflazione, l’avvicinarsi della stretta da parte della Bce hanno alimentato le aspettative ribassiste sui prezzi e portato a una crescita delle posizioni nette corte.

In calo anche il portafoglio dei titoli detenuti presso intermediari italiani, i depositi bancari di famiglie e imprese e la raccolta di strumenti finanziari e prodotti assicurativi a prevalente contenuto finanziario.

Gli investimenti in Borsa degli italiani

Per quanto riguarda gli investimenti su Borsa Italiana, è in crescita il peso delle obbligazioni, in particolare di quelle emesse da imprese finanziarie. Diminuisce, invece, l’incidenza degli investimenti in azioni, in particolare dei titoli italiani. Gli utili delle imprese industriali quotate sul mercato principale e sull’Egm registrano, al 30 giugno 2022, un forte incremento, salendo rispettivamente a 21,2 miliardi (da 8,7 mld) e a 195 milioni (da 134 mln). In miglioramento anche gli utili delle banche (7,5 miliardi, da 7,2 miliardi) e delle assicurazioni (a 3,2 miliardi, da 3,1 miliardi).