Capgemini: allarme gas serra, emissioni in aumento. “Servono politiche più coraggiose”

5 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

Nonostante la continua crescita delle fonti di energia rinnovabili e il calo dei loro relativi costi, carbone, petrolio e gas restano il fulcro del crescente consumo di energia.
È quanto sottolinea la  ventunesima edizione del World Energy Markets Observatory (WEMO), report annuale realizzato in collaborazione con De Pardieu Brocas Maffei e Vaasa ETT, secondo cui la domanda globale di energia e le emissioni di gas serra (GHG) sono aumentate nel 2018, rappresentando quindi una minaccia per i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di lotta al cambiamento climatico.

Lo studio mette inoltre in evidenza come la transizione energetica sia inoltre minacciata da tensioni geopolitiche e commerciali e dal calo degli investimenti in energia pulita.
Di conseguenza, con la mancanza di misure più audaci che vadano al di là delle attuali politiche di transizione energetica, è molto probabile che non si riescano a raggiungere gli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi.

“I dati del report sono un campanello d’allarme per il mondo intero”, ha messo in evidenza Marco Perovani, Energy and Utilities Director, Capgemini Business Unit Italy, che ha aggiunto: “Con l’aumento della domanda globale di energia e il consumo di combustibili fossili, gli obiettivi dell’accordo di Parigi sembrano più lontani che mai.
Va sottolineato il fatto che stiamo assistendo a questi trend abbastanza preoccupanti anche se le fonti di energia rinnovabile diventano sempre più accessibili e predominanti.
Nel breve termine abbiamo bisogno di misure e politiche più coraggiose al fine di ridurre le emissioni ed evitare di allontanarci sempre di più dagli obiettivi dell’accordo di Parigi, a cominciare dall’impegno che ogni dollaro raccolto dalle tasse ambientali andrà a favore di progetti di transizione energetica”.

Di seguito le principali evidenze dell’edizione 2019 del World Energy Markets Observatory:

A rischio gli obiettivi di lotta al cambiamento climatico

Gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra (GHG) hanno raggiunto una fase di stallo nel 2018, con un incremento del 2% nelle emissioni, rispetto al +1,6% nel 2017 e a un blocco nel periodo 2014-2016. Le emissioni di gas serra sono aumentate del 2,3% in Cina, del 3,4% negli Stati Uniti e del 6,4% in India.
Questi incrementi sono stati trainati dal boom del consumo energetico, che nel 2018 è cresciuto del 2,3% a livello globale, quasi il doppio del tasso di crescita medio annuale riportato dal 2010. Quasi il 75% di questo incremento – la percentuale più alta dal 2013 – è dovuto al consumo di petrolio, gas e carbone.
A livello mondiale è stato registrato un aumento del 4% nel consumo di carbone, con una crescita significativa della produzione di energia da esso generata.

Energie rinnovabili accelerano la crescita

Le energie rinnovabili hanno mantenuto il loro status di fonte energetica in più rapida crescita a livello mondiale, registrando un +14,5% nel 2018. Le fonti di energia rinnovabile continuano a essere sempre più economiche, con un calo del 13% nei prezzi del fotovoltaico e dell’eolico onshore, insieme a una riduzione dell’1% nel prezzo dell’energia eolica offshore.

Si sta tuttavia assistendo a un calo degli investimenti in energia pulita, che nella prima metà del 2019 si sono attestati a 217,6 miliardi di dollari, il 14% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. La diminuzione è stata particolarmente drastica in Cina (-39%), mentre negli Stati Uniti e in Europa è stata più moderata (rispettivamente del 6% e del 4%). In India, invece, gli investimenti sono aumentati del 10%, raggiungendo i 5,9 miliardi di dollari.

L’Europa guida la rivoluzione verde

L’Europa si sta dimostrando finora la regione più efficace nella lotta al cambiamento climatico e nell’attuazione della transizione energetica. La crescita della domanda energetica è stata nettamente inferiore a quella del resto del mondo, registrando uno 0,2% nel 2018 rispetto al livello globale del 2,3%. La Germania è il paese più all’avanguardia, con una riduzione nella domanda del 2,2%.

L’Europa è sulla buona strada per raggiungere due dei tre obiettivi climatici fondamentali fissati per il 2020: ridurre del 20% le emissioni di gas serra rispetto al 1990 e garantire che le energie rinnovabili rappresentino almeno il 20% del consumo energetico.

Le raccomandazioni ai governi

Dal report emerge che, alla luce degli attuali trend di consumo, gli obiettivi esistenti in materia di cambiamento climatico sembrano irraggiungibili.
Tuttavia, per creare un impatto significativo, i governi devono andare oltre le misure di transizione energetica già in vigore.

Il report raccomanda di:

  • Aumentare i prezzi del carbone in modo da stimolare investimenti in fonti di energia carbon-free
  • Incrementare l’uso e la dipendenza da energie rinnovabili
  • Sviluppare infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici
  • Aumentare i finanziamenti per sviluppare soluzioni per la cattura, l’uso e lo stoccaggio del carbonio
  • Promuovere tecnologie pulite per la combustione del carbone nelle centrali elettriche
  • Dedicare il 100% del gettito delle imposte ambientali a progetti di transizione energetica (dall’attuale livello inferiore al 50%)
  • Avviare la ristrutturazione degli edifici per renderli più efficienti dal punto di vista energetico
  • Promuovere la collaborazione tra istituzioni pubbliche e finanziarie per il raggiungimento degli obiettivi
  • Avviare programmi che favoriscano il cambiamento dei comportamenti dei singoli individui