Caos bollette, 7 milioni italiani non sanno se loro tariffa è a mercato libero o tutelato

10 Marzo 2021, di Massimiliano Volpe

La fine del mercato tutelato (che prevede tariffe definite dall’Autorità sull’energia Arera) per le bollette di luce e gas prevista per l’inizio del 2022, è stata rimandata al primo gennaio 2023.
Secondo Facile.it forse un bene se si considera che quando si parla di mercato libero o tutelato sono ancora molti i consumatori con le idee poco chiare, anche a causa del martellamento avviato dai numerosi call center che martellano di telefonate gli italiani a tutte le ore.

Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat addirittura 7 milioni di italiani non sono in grado di dire se il loro contratto di luce o gas sia con un operatore del mercato libero o nel servizio di maggior tutela.
La situazione migliora solo di poco se ci si rivolge agli intervistati che hanno dichiarato di essere nel mercato tutelato; tra loro il 35,4% ha dichiarato di non essere a conoscenza della fine di questo regime. La percentuale arriva addirittura al 41,8% tra i rispondenti residenti nelle regioni del Centro Italia.

«Sebbene la fine del mercato tutelato sia stata rimandata al 2023», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it, «il consiglio è di informarsi e attivarsi il prima possibile per il passaggio al mercato libero; non solo per non farsi trovare impreparati all’appuntamento, ma soprattutto perché il passaggio può comportare importanti risparmi sulla bolletta. È bene ricordare che il cambio da un regime all’altro può essere fatto in qualsiasi momento e senza alcun costo, non è previsto alcun intervento sulla linea e non vi sono interruzioni nella fornitura di luce o gas.».

Fine del mercato tutelato…chi non sa, e chi non si attiva

Osservando nel dettaglio le risposte degli intervistati che hanno un contratto nel mercato tutelato emerge che, forse a causa dei numerosi rinvii che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni, quasi 1 su 2 (49,5%) ha dichiarato di non essersi ancora attivato per trovare un’alternativa nel mercato libero, pur sapendo della fine del regime di tutela.

Secondo la ricerca di Facile.it, scomponendo il campione a livello territoriale emerge che i più pigri sembrano essere i residenti nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole; tra loro più di 1 su 2 (50,8%), pur sapendo del termine del servizio di maggior tutela, non si è ancora adoperato per passare al mercato libero.