Canone Tv: la Svizzera vota per l’abolizione… e l’Italia?

22 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il prossimo 4 marzo mentre gli italiani saranno chiamati alle urne per le elezioni politiche, in Svizzera si terrà un referendum popolare per chiedere ai cittadini se siano o meno favorevoli all’abolizione del canone radiotelevisivo.

L’iniziativa popolare a favore dell’abolizione del canone radiotelevisivo prende il nome di No Billag parte dalla considerazione che il settore radiotelevisivo debba essere lasciato alle forze del mercato e gli utenti debbano pagare solo per i programmi che vedono effettivamente abolendo così il contributo fisso.

Dal canto loro governo e parlamento elevetico difendono il fatto che il canone è indispensabile per fornire su tutto il territorio un’offerta radiotelevisiva di qualità. E in Italia? Il dibattito sul canone Rai non si è mai placato.

Per gli italiani l’abbonamento alla radiotelevisione è una tassa ingiusta e il governo Renzi la scorsa legislatura onde evitarne l’evasione lo ha agganciato alla bolletta per la fornitura dell’energia elettrica sulla base del principio pagare tutti, pagare di meno. Il canone Tv è stato così inserito nella bolletta elettrica e opera una presunzione di detenzione per cui si presume il possesso di una televisione per cui si paga il canone se è attiva un’utenza elettrica. Da quest’anno l’importo del canone Rai è ridotto da 100 a 90 euro.

Ora in piena campagna elettorale proprio il segretario del partito democratico lancia l’idea di abolire il canone Tv, un’idea criticata dal ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Come sopperire all’abolizione della tassa che permette per il 70% dell’attività del gruppo della Radiotelevisione Italiana mentre il restante 30 per cento viene ottenuto dai guadagni pubblicitari, non è dato saperlo. La ratio del servizio televisivo pubblico è quello di offrire una forma di intrattenimento il più possibile slegata da logiche commerciali. Il canone italiano si colloca sempre tra i balzelli più odiati dagli italiani, insieme a quelli sulla casa, anche se nel panorama europeo pesa meno che altrove.