Trend 2019: titoli Cannabis surclassano criptovalute

7 Giugno 2019, di Alberto Battaglia

Cambiano drasticamente le richieste inoltrate ai consulenti finanziari: la clientela ha più o meno dimezzato la sua curiosità nei confronti delle criptovalute, mentre guadagnano popolarità le cosiddette marijuana stocks. Lo rivelano i risultati del sondaggio Trends in Investing 2019, che ha raggiunto 392 consulenti finanziari, individuando le ultime “mode” fra i loro clienti.

Quest’anno il 25% dei consulenti ha ricevuto richieste in merito alle criptovalute, contro il 53% del 2018. Le cannabis stocks invece hanno destato l’interesse dei clienti del 55% del campione.

Il declino delle criptovalute come il Bitcoin fra clienti vede gli advisor sulla stessa lunghezza d’onda: solo l’1% ritiene che le criptovalute siano un valido investimento da inserire in portafoglio; un ulteriore 15% le giudica come un azzardo sul quale gli investitori dovrebbero puntare somme non superiori a quelle che potrebbero permettersi di perdere. Per il 34% dei consulenti, infine, Bitcoin e simili sono interessanti come concetto, ma non rappresentano ancora una valida opzione d’investimento.

L’altro grande trend – in corso da diverso tempo – riguarda la diffusione crescente degli Etf, fondi a gestione passiva che permettono di risparmiare sulle commissioni (proprio perché gestiti in automatico). L’88% dei consulenti afferma di utilizzare gli Etf e ben il 45% sostiene che l’utilizzo di questi strumenti aumenterà nei prossimi 12 mesi. Appena il 6% degli advisor afferma l’intenzione di ridurre l’esposizione agli Etf.

La scelta di singoli titoli azionari resta popolare, viene operata dal 54% degli intervistati, mentre 42% acquista bond individualmente. Nel prossimo anno, tuttavia la maggioranza dei consulenti affermano che affronteranno meno acquisti di azioni e in maggior misura di obbligazioni.

Per quanto riguarda le previsioni di qui a un anno, la maggioranza dei consulenti esprimono una visione neutrale (44%), seguiti dai rialzisti (35%) e dai ribassisti (21%).