Economia

Cancellare il debito detenuto dalla Bce non è l’affare che sembra

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La Banca centrale europea si è affrettata, senza mezzi termini, a escludere l’ipotesi, avanzata da più parti, circa la possibilità di cancellare parte del debito pubblico, nonostante la pesante eredità che la pandemia lascerà dietro di sé.

La contrarietà espressa dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, sarebbe motivata dalla semplice ottemperanza ai Trattati europei, che non prevedono la possibilità della cancellazione. Ma, al di là delle ragioni giuridiche, questa proposta è stata liquidata dal dibattito pubblico per motivi ben più pratici. Parlare della cancellazione del debito in questa fase è probabilmente prematuro e, forse, controproducente.

“Dobbiamo distinguere la posizione politica da quella economica”, ha detto al Financial Times Lucrezia Reichlin, professoressa di economia alla London Business School, “sotto una prospettiva puramente economica, la cancellazione del debito potrebbe avere senso in alcune circostanze, ma dipende da come lo si fa. Da un punto di vista politico, però, è estremamente pericoloso. Quindi sembra estremamente dannoso sollevare la questione ora“.

Cancellazione debito, troppo presto per discuterne

Perché, allora, sarebbe presto per parlare di cancellazione del debito pubblico? Per rispondere a questa domanda è utile ricordare a quale percorso vanno incontro i titoli di Stato dopo essere stati acquistati dalla banca centrale. Quando il titolo arriva a scadenza, lo stato è tenuto a rimborsare l’istituto centrale, come qualunque altro creditore.

La differenza fondamentale sta nel fatto che lo Stato ritornerà in possesso di quella somma che la banca centrale restituirà sotto forma di dividendi – funziona così, pur con qualche tecnicismo in più, anche nell’Eurozona. A dimostrazione del rapporto privilegiato fra stato e banca centrale ricordiamo che, lo scorso marzo, Bankitalia ha staccato un assegno da 7,8 miliardi di euro a beneficio dello Stato italiano.

Quali benefici produrrebbe, allora, cancellare un titolo di stato acquistato dalla Bce? Innanzitutto, lo stato sarebbe sollevato dall’onere di dover trovare un nuovo investitore per rifinanziare quel titolo in scadenza.
Dal momento che la Bce ha annunciato che continuerà a reinvestire i titoli arrivati maturazione ancora per lungo tempo, nel momento in cui un Btp in mano a Francoforte dovesse arrivare a scadenza, la Bce andrebbe subito a comprarne un altro sul mercato secondario. Ciò, in estrema sintesi, riduce le possibilità che aumentino i tassi d’interesse sul debito, minando la sostenibilità delle finanze del Paese.
Il meccanismo di rinnovo sopra descritto non durerà in eterno, ma nessuno si aspetta che possa essere abbandonato a breve.

“Ci sono molte ragioni per non essere preoccupati dall’aumento dei livelli del debito in questo momento, ma in futuro avremo bisogno di questa discussione prima o poi”, ha detto al Ft Carsten Brzeski, economista di Ing, “potrebbe essere necessario che un qualche tipo di cancellazione del debito venga effettuata direttamente dalla Bce, o attraverso la sostituzione del debito con obbligazioni perpetue con un tasso di interesse a zero”.

Il problema del debito nel lungo termine

Nell’immediato le politiche della Bce neutralizzano gli effetti del crescente debito pubblico, ma in futuro la discussione sulla sua gestione andrà intavolata. Anticipare la questione come ha fatto il presidente del parlamento Ue, David Sassoli, crea problemi? Secondo Holger Schmieding, capo economista di Berenberg, la sola idea che i debiti possano essere cancellati potrebbe spaventare gli investitori. E per questo Schmieding ha definito quella della cancellazione come “la peggiore idea dell’anno”.

Il membro italiano del Comitato esecutivo Bce, Fabio Panetta, da parte sua, ha sottolineato come cancellare il debito “potrebbe avere conseguenze destabilizzanti in senso ampio”, al di là degli aspetti meramente contabili (che come abbiamo visto sono di poca rilevanza).

La discussione sulla cancellazione del debito potrebbe riemergere solo nel momento in cui la Bce prenderà in considerazione una possibile riduzione del suo bilancio, con la prospettiva di interrompere il riacquisto dei titoli che arrivano a scadenza nel suo portafoglio. Di conseguenza, non ne sentiremo parlare seriamente ancora per molto tempo.