Cameron: “Brexit rischia di scatenare Terza Guerra Mondiale”

9 Maggio 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – Con il referendum sulla Brexit ormai alle porte, entra anche nel vivo la campagna dei promotori del no all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il premier britannico David Cameron da qui in avanti punterà sul ruolo fondamentale del suo paese nel mantenere la pace in Europa.

Giocarsi tutto sul fattore paura, sottolineando come una Brexit rischi di scatenare una Terza Guerra Mondiale, porta con sè dei rischi, tuttavia. Il voto è quanto mai incerto, stando ai sondaggi, e quasi metà degli europei vorrebbe avere la stessa opportunità offerta ai britannici di poter esprimersi sull’appartenenza al blocco europeo a 28 stati.

Sia il primo ministro britannico sia l’ex sindaco di Londra Boris Johnson, rivale di Cameron all’interno del partito dei conservatori e favorevole all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, tengono oggi discorsi importanti in chiave referendum. Il voto popolare si svolgerà il prossimo 23 giugno.

 

Il conto alla rovescia è partito e il discorso politico di Cameron tratta dei momenti cruciali della storia europea: Blenheim, Trafalgar, Waterloo, l’atto eroico dei britannici nella Grande Guerra e nel 1940.

Cameron ha citato anche le parole dell’ex leader Winston Churchill, il quale è sempre stato a favore di un’Europa Occidentale unita, per promuovere il libero scambio e la costruzione di istituzioni che avrebbero potuto resistere nel tempo, in modo che il continente non avrebbe più subito altri spargimenti di sangue simili a quelli delle due grandi guerre.

45% europei vuole un referendum in stile Brexit

Dopo aver ottenuto delle concessioni importanti nei suoi negoziati con le autorità europee in materia di immigrazione e commercio, Cameron spera di riuscire a convincere il suo popolo a votare per restare uno stato membro dell’Ue, un organizzazione in piena crisi identitaria e di valori anche a causa della crisi dei rifugiati e dell’allerta terrorismo.

L’esito del voto è molto incerto con i sondaggi che danno al 50% circa la possibilità di vittoria dei no e dei si. Intanto è uscito un altro sondaggio, a cura di Ipsos-MORI, che fa tremare l’establishment europeo. Quasi la metà degli elettori di otto grandi paesi dell’Ue vogliono avere il diritto di esprimersi sull’appartenenza al blocco europeo, proprio come i britannici.

Il 45% dei 6mila interpellati in paesi come Italia, Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Polonia, Spagna e Svezia ha dichiarato di volere un referendum in stile Brexit e un terzo del campione, se venisse data loro la possibilità, sceglierebbe di votare contro l’Ue. 

Fonti: Reuters, Mirror