Cambia il governo, ma il conflitto di interessi rimane

16 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il neosuperministro Corrado Passera si e’ dimesso da amministratore delegato di Intesa Sanpaolo per evitare una scomoda situazione di conflitto di interesse, che lo avrebbe messo sullo stesso piano di un altro Cavaliere del Lavoro che lo ha preceduto al governo, il premier uscente Silvio Berlusconi.

Che sia questo il motivo per cui e’ durato tanto il colloquio tra Giorgio Napolitano e Mario Monti sulla squadra dei ministri del nuovo esecutivo guidato dal presidente della Bocconi? Passera e’ stato nominato capo del dicastero di Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti, quando ancora gestiva una banca, Intesa Sanpaolo, che ha una partecipazione del 20% nel gruppo dei treni ad alta velocita’ di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, Nuovo Trasporto Viaggiatori.

Registrate le sue dimissioni, quello nato oggi diventa sulla carta il migliore governo del dopoguerra, se si giudica il livello di competenza dei suoi rappresentanti. La scelta di Passera di lasciare il suo incarico scaccia i dubbi circa il suo duplice ruolo nella societa’ civile, che avrebbe scatenato speculazioni piu’ che giustificate circa la sua posizione. Come da statuto i poteri passano al direttore generale vicario della banca, Marco Morelli. Il manager neoministro da’ anche un bell’esempio in tempi di crisi, rinunciando a 3 milioni l’anno piu’ bonus di stipendio. Ora si dovra’ “accontentare” di 20.000 di euro al mese.

Intendiamoci, la crisi e’ scoppiata nel settore finanziario percio’ una persona di indubbia esperienza nel settore e nel sistema Italia nel suo complesso (vedi apertura dei dossier chiave Alitalia, Edison, Parmalat e altri) e’ indispensabile. Passera, 57 anni, e’ la persona giusta per guidare ministeri cruciali anche per il sistema bancario da cui proviene.

Ma il palese conflitto di interesse creato dalla partecipazione di Intesa in un gruppo di infrastrutture operativo in Italia e dalla linea di credito da quasi 10 milioni garantita dalla stessa banca due anni fa, avrebbe lasciato una macchia indelebile sul nuovo corso della politica italiana.

Le partecipazioni nella societa’ ferroviaria fondata nel 2006 sono cosi’ suddivise: il 33,5% fa capo a Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo, in egual misura, il 20% alla banca di cui Passera e’ amministratore delegato, tramite Imi Investimenti, un altro 20% alla societa’ ferroviaria statale francese SNCF, il 15% a Generali Assicurazioni e al 4% da Giuseppe Sciarrone, l’amministratore delegato. Nel 2011 il capitale e’ di circa 264 milioni di euro, ripartito con le stesse percentuali indicate sopra.

Un anno fa, per giustificare il suo impegno economico in NTV, il nuovo ministro dei Trasporti disse: “L’Italia non risolvera’ i suoi problemi con il tasso di crescita attuale, pertanto abbiamo bisogno di progetti come questo per creare valore e crescita”.

Nel 2009, quando Ntv ha effettuato investimenti per 38,7 milioni, si e’ vista incrementare la linea di finanziamento di un pool guidato da Intesa Sanpaolo per ulteriori 9,9 milioni, portando l’importo utilizzato a 23 milioni. La banca si e’ impegnata con prestiti pari a 1 miliardo. Nell’ambito dell’operazione venne inoltre incrementata la linea di credito per firma l&g (leasing & guarantee) di ulteriori 100 milioni con un garantito totale di 111,9 milioni.

Forse era a questo tipo di esperienza che si riferiva il neo primo ministro Monti quando ha speso parole di encomio circa il curriculum del manager di Intesa: “Passera? Da sua attivita’ nessun intralcio a nomina. Ho considerato la sua storia come una importante premessa e promessa di una sua attività proficua senza che ci siano nelle sue nuove funzioni possibili intralci legati alla sua attività passata”, ha replicato il neo premier a chi gli chiedeva se si possa configurare un conflitto di interessi con la nomina di Corrado Passera a ministro dello Sviluppo.

La scelta di Passera ricorda da vicino quella presa dall’esponente del Partito Democratico Renato Soru, che al momento della sua elezione a governatore della Sardegna rinuncio’ al posto di presidente dell’operatore tlc Tiscali da lui fondato. Soru resto’ in carica dal 2004 fino al dicembre 2008.

Il Ceo di Intesa e’ stato coamministratore delegato del Gruppo Olivetti, amministratore delegato del Banco Ambrosiano Veneto e di Poste Italiane. Al momento e’ membro del consiglio di amministrazione dell’universita’ Bocconi e della Fondazione Teatro alla Scala. L’esperienza di certo non gli manca. Anche in considerazione del fatto che Intesa ha curato tutti i dossier del “sistema Italia” degli ultimi anni, tra cui Parmalat, Edison e ancora prima Alitalia e Telecom.

Il parlamento italiano e’ stato il primo nell’Unione Europea a decidere di aprire il mercato ferroviario italiano alla concorrenza. E cosi’ NTV e’ diventata la prima azienda di treni privata del blocco a 27.

La societa’ e’ operativa, anche se temporanemente solo nella tratta Roma-Milano, da settembre di quest’anno, con la liberalizzazione del settore ferroviario nell’Ue che e’ scattata il primo gennaio del 2010. I suoi treni passeranno a intervalli di un’ora e collegheranno Milano a Bologna, Firenze, Roma e Napoli, facendo diretta concorrenza ai trani Alta Velocita’ di Trenitalia. Anche nelle citta’ di Salerno, Torino e Venezia passeranno i binari dell’alta velocita’ di NTV.

Ora non resta che confidare nella professionalita’ di Passera e nella supervisione del professore della Bocconi, che ha un passato come commissario alla concorrenza Ue. A meno che non vedremo i ministri spostarsi con nuovi mezzi di trasporto: treni NTV rossi al posto di Maserati blu.