CAMBI: TUTTI A FAVORE DI UN DOLLARO FORTE

17 Aprile 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva, mantenendo pressoché stabile il differenziale sul decennale Italia-Germania. I dati relativi ai prezzi al consumo di marzo hanno evidenziato un forte rallentamento del tendenziale che si è portato allo 0,6% dal precedente 1,2%. In forte calo la produzione industriale di febbraio scesa del 18,4% a/a da -16%, con un calo di tutti i settori ed in particolare dei beni durevoli. Trichet durante una conferenza a Tokyo ha ribadito che il 2009 sarà un anno difficile e che la ripresa ci sarà solo nel 2010.

Il capo della Bce ha inoltre confermato l’annuncio del pacchetto di misure non convenzionali nella riunione di maggio, aggiungendo che queste dovranno essere implementate con la cooperazione delle banche europee. Relativamente al cambio si è mostrato favorevole ai commenti delle autorità statunitensi che si schierano a favore di un dollaro forte. Sull’attuale situazione economica si è anche espresso il Fmi, il cui outlook sarà presentato mercoledì prossimo, che ha affermato che l’attuale crisi sarà lunga e pesante, mentre la ripresa lenta. Positivo l’esito delle aste tenute ieri in Spagna e Francia che in entrambi i paesi hanno registrato un bid-to-cover ben superiore ad 1.

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Sul decennale la resistenza passa per 3,26% e 3,3%. Negli Usa i tassi di mercato sono cresciuti su tutte le scadenze in un contesto di dati macro misti e risultati migliori delle attese da parte di JP Morgan. Le aperture di nuovi cantieri nel mese di marzo sono calate del 10,8% m/m ed i permessi edilizi sono scesi al nuovo minimo storico. Segnali migliori sono però arrivati dall’indice di Filadelfia che ad aprile ha evidenziato un rallentamento della fase di contrazione del settore manifatturiero. La Fed ha completato il terzo buyback della settimana, portando l’ammontare acquistato finora a 52,72 Mld$. E’ proseguito il rialzo delle borse guidate dal settore dei beni di consumo discrezionali, IT ed industriali. Dopo i buoni dati trimestrali, JP Morgan ha annunciato un’emissione obbligazionaria di 3 Mld$, non garantita dallo stato. Ciò potrebbe essere visto come un tentativo iniziale per testare il mercato, raccogliere capitali e cercare di restituire a breve i soldi ottenuti in prestito dal governo per eliminare le restrizioni imposte dal governo. Secondo voci di mercato, GM starebbe programmando un’offerta formale di scambio di 27,5Mld$ di obbligazioni in azioni nel tentativo di ristrutturare il proprio debito ed evitare la bancarotta. Oggi l’attenzione degli operatori sarà focalizzata sulla trimestrale di Citigroup, con il mercato che stima una perdita per azione pari a circa 0,32$ nel primo trimestre.

Nel pomeriggio è previsto il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori calcolata dall’università del Michigan. In serata è previsto un discorso di Bernanke. Sul decennale governativo il supporto si colloca a 2,75$, la resistenza più vicina a 2,85%.

Valute: Euro in deprezzamento verso Dollaro dopo le parole di Trichet. La moneta unica continua a rimanere sotto pressione alla luce delle tensioni evidenti all’interno del board della Bce sulle future manovre di politica monetaria. Per oggi il supporto si colloca a 1,3070, con la possibilità di assistere ad un ulteriore calo del cross fino ad area 1,30. Resistenza a 1,3150. Lo Yen continua a mantenersi al di sopra del supporto 129,40 verso Euro e del supporto 98,15 verso Dollaro.

Materie prime: tra gli energetici in rialzo il greggio Wti (+1,5%) sulla scia del rialzo delle borse, in calo il gas naturale (-2,6%) dopo i deludenti dati sulle scorte Usa, attualmente oltre il 20% superiori alla media degli ultimi 5 anni. Prese di beneficio sui metalli industriali dopo i recenti forti rialzi. Il peggiore è stato il piombo (-2,7%). Giornata negativa per i metalli preziosi con l’argento (-4,3%) che si è confermato come peggiore commodity dell’indice GSCI. Male anche l’oro (-1,5%). Positive le principali materie prime agricole guidate dal rialzo della soia (+2,3%). Negativo il cacao (-3,6%).

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