CAMBI: L’EURO ACCELERA AL RIALZO SUL DOLLARO

8 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

ROMA, 8 MAR – L’euro riaggancia quota 1.33 dollari, salendo ai massimi da due mesi sul biglietto verde. La moneta europea ha toccato un massimo di seduta di 1.3362 dollari in netto rialzo da 1.3214 dollari degli ultimi scambi di ieri.

Ad appesantire la divisa statunitense, è l’attesa per il dato sul disavanzo commerciale Usa a gennaio, in programma venerdì prossimo. Stando alle previsioni il deficit dovrebbe riportarsi sui livelli record a 56,8 miliardi di dollari dai 56,4 miliardi del precedente mese di dicembre.

In una giornata priva di dati sulla congiuntura statunitense e alla vigilia del Beige Book della Fed, per la consueta fotografia sullo stato di salute dell’economia, il mercato sembra dunque focalizzare nuovamente l’attenzione sul rosso dei conti Usa, causa prima del declino della moneta americana.

Il persistere dei dubbi sulla capacità degli Stati Uniti di arginare la voragine del doppio deficit, definito ‘insostenibile’ dallo stesso presidente della Fed Alan Greenspan, continua a tenere sotto pressione il biglietto verde a dispetto dell’innegabile espansione dell’economia a stelle strisce e della prospettiva che la Fed continuerà ad alzare il costo del denaro.

Il mercato ha già messo in conto che la Federal Reserve proseguirà nella sua strategia rialzista e punta su tassi di interesse al 3,5% entro la fine dell’anno, mentre la Bce, pur affermando che “prima o poi” i tassi dovranno aumentare, continua a tenere il costo del denaro fermo al 2%.

A questo proposito, secondo alcuni addetti ai lavori, oggi all’apprezzamento dell’euro avrebbero contribuito anche le dichiarazioni di uno degli strateghi della politica monetaria della Bce, Nout Wellink, il quale ha rafforzato proprio l’attesa di aumento del costo del denaro.

In una intervista pubblicata sul Financial Times Deutschland, Wellink ha sottolineato che i tassi di interesse nell’area dell’euro sono “estremamente bassi” e che ciò potrebbe comportare una accelerazione dell’inflazione. Resta il fatto che per ora il differenziale dei tassi tra Usa ed Euroalandia non sembra offrire supporto al dollaro e le previsioni sulla moneta americana restano negative.

Per Ubs l’euro-dollaro toccherà quota 1,36 nel giro dei prossimi tre mesi, mentre Deutsche Bank si aspetta che l’euro si spingerà al nuovo record di 1,38 dollari nei prossimi sei mesi.