In calo la produzione di Massa Monetaria … la borsa non riparte

23 Agosto 2016, di Simone Rubessi

Da  Marzo  di quest’anno la Bce ha ridotto la produzione di massa monetaria  (M1)  e il dato di Giugno, ultimo disponibile,  presenta  una continuazione del trend.

Nella situazione attuale  ancora in scia di una forte crisi, a cui si è aggiunta l’uscita dalla zona Euro da parte dell’Inghilterra,  tutto poteva fare la Banca Centrale  meno che diminuire la produzione dei Qe,  tra l’altro  in totale disaccordo con quanto affermato da Mario Draghi che prometteva  ulteriori  incrementi  dei Qe in corso fino ad esaurimento necessità.

Queste necessità sono tutt’altro che finite per l’economia Italiana,  ed anche Europea, quindi qualcosa non torna, forse nuova aria di austerità?

Comunque sia questa riduzione di produzione di nuova linfa per l’economia ed i mercati finanziari non può che comportare un rallentamento della Borsa,  a causa degli effetti che si manifestano con uno spostamento temporale di circa 6/8 mesi.

Per questo motivo la previsione dell’indice Italiano, attraverso la proiezione di M1 si è adattata ai nuovi flussi prodotti, ed evidenzia ora  un target di arrivo del ciclo Annuale in partenza attorno ai 25.500 , ossia poco più del massimo di Aprile 2015.

Da marzo 2017 dopo questo esile massimo un nuovo ribasso a completare il canale di di accumulazione iniziato nel 2009.

Ovviamente questa previsione sarà soggetta mensilmente ad adattamenti in relazione alla nuova produzione di M1 dichiarata dalla Bce.

Dal punto di vista ciclico di lungo periodo le versioni attuali dei modelli previsionali restano invariate, la prima al momento “la meno probabile” prevede che sul minimo post Brexit sia iniziato un nuovo ciclo Economico.

Vede inoltre il ribasso previsto con la proiezione di M1 meno profondo , in sostanza anticipa una possibile ripresa da parte della Bce della stampa di nuova massa monetaria.

La versione “B” che ha preso ora il sopravvento in termini di probabilità, prevede un ulteriore ribasso fino a quota 14.000 e forse oltre fino ai 12.000.

In questo caso la chiusura del canale di accumulazione iniziato nel 2009 avverrebbe entro meta Ottobre di quest’anno, per poi lasciare spazio al nuovo ciclo Economico che romperebbe il canale superiore per dare inizio al mark-up di lungo periodo.

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