Bullard (Fed): “Rialzi dei tassi destinati a finire”

21 Febbraio 2019, di Alberto Battaglia

Il processo di normalizzazione della politica monetaria della Federal Reserve non può essere infinito, e probabilmente è più vicino alla conclusione di quanto non si pensi. Sicuramente la pensa così James Bullard, presidente della Fed di St. Louis e membro votante del Fomc.

In un’intervista rilasciata alla Cnbc, Bullard ha affermato che, secondo la sua opinione personale, i tassi d’interesse Fed sarebbero già da ora troppo elevati. Un pensiero che, però, non è condiviso dalla maggioranza dei membri del board. “Il messaggio, da parte mia, è che il processo di normalizzazione negli Stati Uniti si sta avvicinando alla conclusione”, ha però dichiarato Bullard.

Ho pensato che alla riunione di dicembre si fosse fatto un passo troppo in là, ho discusso contro quel provvedimento”, ha detto Bullard, “abbiamo avuto una brutta reazione nei mercati finanziari, penso che il mercato abbia iniziato a pensare che fossimo troppo aggressivi, e che si sarebbe presentata una recessione”, ha aggiunto il presidente della Fed di St. Louis, “penso che tutto ciò abbia pesato sul committee e indotto i membri a cambiare il loro pensiero”.

I verbali Fed confermano l’intenzione di frenare la normalizzazione

I verbali del meeting del Fomc di dicembre mostrano, infatti, l’intenzione di completare la normalizzazione delle dimensioni del bilancio Fed: “quasi tutti i partecipanti hanno pensato che sarebbe stato auspicabile annunciare in anticipo un piano per fermare la riduzione delle attività patrimoniali della Federal Reserve entro la fine dell’anno”.

In merito ai tassi di interesse, il committee ha ritenuto che mantenere i tassi in una forchetta compresa fra il 2,25 e il 2,5% “pone pochi rischi in questa fase”. In altre parole, la Fed non teme che lasciare i tassi ove attualmente si trovano possa infiammare l’inflazione.