Buffett rileva 9% di Cattolica, titolo in orbita (+17%)

6 Ottobre 2017, di Mariangela Tessa

Se è finita nel mirino di Warren Buffett, deve essere per forza un buon investimento. Sembra questo il ragionamento seguito oggi dal mercato all’indomani della notizia dell’ingresso del finanziere americano, tramite la sua Berkshire Hathaway, in Cattolica Assicurazioni.

A Piazza Affari il titolo, che non ha fatto prezzo in avvio di seduta, è poi entrato in contrattazione con un rialzo di oltre il 20% e sale a metà seduta del 16,83% a 8,54 euro. Il mercato punta forte sulla mutazione in spa di Cattolica.

La transazione, che sarà eseguita oggi, prevede l’acquisto della Berkshire Hathaway nel 9% ( 15.767.793 azioni ordinarie) del capitale della compagnia assicurativa da Banca Popolare di Vicenza a un prezzo di 7,35 euro per un controvalore complessivo di 115,89 milioni di euro.

Si tratta dell’ultima tranche di valorizzazione del complessivo pacchetto che l’istituto bancario deteneva nella società delle polizze. Precedentemente la banca aveva piazzato sul mercato, con un private placement, un altro 6% di Cattolica a circa 7,2 euro per azione.

“L’operazione fa seguito a un’offerta a condizioni di mercato autonomamente presentata dalla stessa Berkshire Hathaway che i commissari liquidatori hanno valutato positivamente e, dunque, accettato”, recitava una nota diffusa ieri.

A questo punto, Buffett diventa il principale azionista del gruppo assicurativo. Dietro di lui figurano, la Fondazione Cariverona con il 3,47%, il fondo Dimensional (3,34%) e la Fondaziona Banca Monte Lombarda per il 3,16%. Norges Bank, invece, ha poco meno del 3%.

“Tenuto conto dell’ottica di lungo periodo con cui l’assicurazione Usa gestisce i propri investimenti – scrivono gli analisti di Equita – il deal è molto positivo perché rimuove il potenziale overhang su Cattolica e crea anche un certo appeal speculativo, anche se dubitiamo che Cattolica pensi alla trasformazione in Spa“.

Cattolica infatti è una società cooperativa che per statuto prevede ancora il voto capitario, cioè le azioni, per quanto numerose, in assemblea valgono sempre uno e l’accesso all’assise e alla lista dei soci non è immediato.