BUFERA ANALISTI: RITORNO ALLA VERA RICERCA

5 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Gli analisti sono da tempo accusati di affidarsi ciecamente alle informazioni fornite dalle aziende nella formulazione delle previsioni dei risultati trimestrali.

L’introduzione della regola sulla trasparenza Fair Disclosure da parte della SEC – che richiede alle societa’ di divulgare le informazioni equamente tra investitori e analisti – ha pero’ in qualche modo ridotto il flusso di dati aziendali e gli analisti devono ritornare a raccogliere da soli il materiale delle proprie ricerche.

“La regola FD ci fa ritornare a lavorare”, ha commentato Daniel Davila, analista di Hibernia Southcoast Capital.

Secondo il Wall Street Journal questo potrebbe essere il momento opportuno per ristabilire la credibilita’ persa. Una delle critiche, infatti, e’ quella che gli analisti siano influenzati nei loro giudizi dall’attivita’ di investimento bancario delle loro societa’.

Ai massimi del mercato tre quarti dei rapporti portavano un rating ‘buy’ e ancora oggi il 65% delle raccomandazioni rimangono rialziste.

La NASD, National Association of Securites Dealers, l’Associazione Internazionale che controlla il Nasdaq, ha cosi’ proposto una regola che richieda agli analisti e alle societa’ di brokeraggio di rendere note al pubblico le loro partecipazioni nelle societa’ seguite e gia’ parecchi hanno aderito alle linee guida emesse dalla Securities Industry Association.

Lynne Collier, analista della societa’ di brokeraggio Stephens, ad esempio, evita di acquistare i titoli che segue e non teme di offendere i dirigenti delle societa’ quando raccomanda di vendere un titolo.

“Questo e’ il solo modo di lavorare, ora”, ha commentato David Guthrie, direttore delle ricerche di Morgan Keegan & Co.

Collier – che ad esempio e’ stata riconosciuta dal Wall Street Journal tra i ‘best on the street’ per l’accuratezza nella scelta dei titoli e nella previsione dei risultati – prepara le sue ricerche sulle catene dei ristoranti che segue assaggiandone i menu, parlando con i camerieri e osservando ogni fine settimana quanto i clienti debbano rimanere in coda in attesa di un tavolo.