Brusaferro: “virus rallenta ma divieti restano almeno fino a Pasqua”

30 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Primi segnali di speranza sul fronte dell’emergenza coronavirus con l’epidemia che sembra rallentare il passo. Anche se per i divieti bisognerà aspettare i dati di Pasqua. Dopo le feste si capirà quanto tempo dovremo ancora trascorrere in casa e per quanto resteranno chiuse le attività produttive e commerciali, le scuole e gli uffici.

A dirlo, in una intervista a la Repubblica, è Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto superiore di Sanità. Che avverte:

“Anche quando i casi di coronavirus scenderanno a zero, la vita non tornerà come prima per un bel po’ di tempo. Almeno finché non verrà trovato un vaccino o un farmaco efficace contro la malattia”. Brusaferro spiega che “il rallentamento c’è. Assistiamo a un appiattimento della curva, non ci sono ancora segnali di discesa ma va meglio. Le importanti misure che sono state adottate stanno mostrando i loro effetti”.

Brusaferro ribadisce l’importanza di “arrivare a Pasqua e poi guardiamo i dati per stabilire come procedere, va vista l’evoluzione dell’epidemia. Più preciso non riesco ad essere perché su questi temi non è possibile dare una risposta secca, va vista l’ evoluzione dell’ epidemia. Comunque la decisione finale non spetta a me”.

“Dobbiamo osservare un aumento quotidiano dei casi inferiore a quello delle 24 ore precedenti per alcuni giorni consecutivi. Il numero delle nuove infezioni si deve quindi ridurre significativamente. Per ottenere questo trend – aggiunge – bisogna rispettare le misure del governo e fare anche molta attenzione all’ isolamento dei positivi o dei loro contatti stretti. La sfida da una parte è certamente quella di garantire assistenza in ospedale a chi ne ha bisogno ma dall’ altra è anche quella di occuparsi di chi ha pochi sintomi. Questi cittadini devono fare l’ isolamento, a casa o in una struttura protetta”.

Sulle riaperture, il presidente dell’Istituto superiore di Sanità spiega che “stiamo studiando adesso proprio questo aspetto, per capire come muoverci una volta che la curva sarà in discesa. Purtroppo nel mondo non ci sono esempi da seguire, saremo i primi a fare un’ operazione del genere e stiamo studiando vari modelli.

Il problema è capire quali forme di apertura garantiscono che la curva non ritorni a crescere. Certamente le riaperture avverranno in modo graduale e dovremo organizzarci per essere capaci di intercettare rapidamente eventuali nuove persone positive. Stiamo anche valutando un’ idea degli inglesi, quella dello “stop and go”. Prevede di aprire per un certo periodo e poi chiudere di nuovo”.

Infine, Brusaferro parla della possibilità di valutare la misura di tenere a casa certe categorie di persone, magari in base all’età. “Parliamo di persone fragili e anziani – spiega – Dobbiamo proteggerli, creare reti di supporto e valutare come impatterebbero certe misure su di loro”.

In ogni caso il governo apre oggi un tavolo tecnico su come impostare una ripresa delle attività produttive per evitare che la pandemia inneschi una pesante crisi economica. La scorsa settimana l’Ocse ha evidenziato che ogni mese di lockdown costerà una perdita di 2 punti percentuali nella crescita del PIL annuo. Per Ocse le misure di contenimento sempre più rigorose  decise dai singoli Paesi per tentare di rallentare la diffusione del coronavirus causeranno necessariamente significative contrazioni di breve termine del Pil per molte grandi economie.