Broker: 2017 ricorda da vicino quello della bolla dot com

16 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Il 2017 assomiglia molto da vicino al 1999, l’anno che ha preceduto lo scoppio della bolla dot com sui mercati finanziari. Lo sostiene Brad McMillan, chief investment officer del broker Commonwealth Financial. Diciotto anni fa i titoli del settore tecnologico hanno fatto un gran balzo prima di capitolare all’inizio del 2000.

Nel suo ultimo rapporto, McMillan scrive che tra i due anni si possono tracciare diversi paralleli. In entrambi il contesto economico era di crescita e almeno altre cinque fattori tra indici di Borsa e dati macro – fiducia dei consumatori, fiducia delle aziende, differenziale tra titoli di Stato americani a 3 mesi e a 10 anni, crescita di posti di lavoro nel settore privato e andamento dell’S&P 500 – coincidono (vedi grafici sotto, riportati dalla CNBC).

Tutti questi aspetti dell’economia o dei mercati “somigliano molto a quelli del 1999, è notevole”, dice McMillan alla CNBC. “Ci troviamo alla fine di un lungo boom. Non tutti la vedono in questo modo, ma è veramente così”.

Ciò non significa necessariamente che c’è da aspettarsi che i mercati facciano crac tra qualche mese, ma per lo meno è un indicatore del fatto che gli investitori dovrebbero tenersi pronti a un evento avverso sui mercati finanziari.

McMillan usa come metafora quella della stagione degli uragani negli Stati Uniti. “Se uno vive in Florida, sa che la stagione degli uragani arriverà, ma non significa per forza che si trasferirà nel Massachussetts. Significa piuttosto che è consapevole dei rischi e fa di tutto per farsi trovare preparato nel caso qualcosa avvenga”.

“Non vuol dire che è l’ora del panico, dico semplicemente che è ora di pensare a come mettersi al riparto dal cattivo tempo”. Non è detto che una bolla stia per scoppiare, ma una tempesta, specie nel settore tecnologico, potrebbe essere dietro l’angolo.

In questo contesto gli investitori nell’azionario che fossero preoccupati circa un possibile tracollo dei prezzi, dovrebbero accumulare posizioni cash in portafoglio, secondo McMillan. “Avere un po’ di liquidità consente di dotarsi dei mezzi necessari per superare” la tempesta.