Brexit, Ue vuole fare pagare Londra fino al 2023

21 Febbraio 2017, di Daniele Chicca

La Commissione europea vuole che il Regno Unito partecipi ai finanziamenti dei progetti europei fino al 2023, quattro anni dopo la firma dell’accordo sulla Brexit. L’obiettivo è quello di coprire le spese di bilancio extra che verranno a crearsi una volta che verrà a mancare l’apporto finanziario britannico, per colmare un buco da 10 miliardi di euro l’anno che lascerà Londra quando se ne andrà dal blocco a 27 e non verserà piu’ soldi nelle casse europee.

Con l’addio di Londra, deciso con il referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016, Germania e Francia saranno costretti a pagare di piu’, dal momento che la loro quota tenderà ad aumentare, mentre altri Stati piu’ poveri economicamente come Polonia e Ungheria riceveranno meno finanziamenti.

In teoria finché la Brexit non sarà definitiva, Londra è obbligata a continuare a rispettare gli impegni presi con l’Unione Europea. Ma tra due anni, se le trattative sui nuovi trattati commerciali tra Europa e Regno Unito andranno a buon fine, Londra potrebbe essere esentata dai pagamenti e dagli impegni economici nei confronti del blocco europeo.

Bruxelles ha ben altri piani e intende approfittare della maggiore leva negoziale di cui puo’ giovare prima che i colloqui abbiano inizio a marzo. Se i britannici vogliono continuare a fare affari con l’area da cui provengono il 51% delle importazioni e verso cui sono dirette il 47% delle esportazioni, il loro Stato deve sborsare una sorta di conto per la Brexit.

Il piano è a tutti gli effetti un ultimatum. Stando alle indiscrezioni stampa inglesi, in cambio della firma su nuovi accordi di partnership commerciale, l’Unione Europea chiederà che Londra paghi un conto salato da 60 miliardi di euro per il suo addio al blocco. L’obiettivo è in realtà duplice: le autorità europee vogliono mandare un messaggio molto chiaro, per dimostrare che abbandonare l’Ue ha un prezzo.

La proposta sarebbe stata avanzata, secondo Il Telegraph, durante un incontro tenutosi a inizio febbraio tra Michel Barnier, il capo dei negoziati sulla Brexit della Commissione Europea, e i funzionari degli altri stati membri dell’Ue. Alla luce delle posizioni delle parti coinvolte, con il governo di Theresa May che intende mantenere una linea dura, la sensazione è che ci sia il rischio di una guerra commerciale tra i due blocchi.