Economia

La casa resiste al caro vita: gli italiani allungano i mutui e aumentano i tagli di finanziamento

Il caro vita non spegne il desiderio di acquistare casa. Anzi, in una fase caratterizzata da inflazione ancora sostenuta, tassi di interesse elevati e forte instabilità internazionale, gli italiani continuano a investire nel mattone, modificando però le proprie strategie di accesso al credito. È quanto emerge dal nuovo G-Market Pulse (Q2 2026) del dipartimento Research & Data Intelligence di Patrigest – Gruppo Gabetti, che fotografa un mercato nel quale le famiglie preferiscono allungare la durata dei mutui e aumentare l’importo finanziato pur di mantenere sostenibile la rata mensile.

Come osserva Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Patrigest – Gruppo Gabetti:

“Gli italiani continuano a vedere nel mattone il porto sicuro per eccellenza contro l’inflazione e i venti di crisi internazionale. Non assistiamo a una rinuncia, ma a una rimodulazione del debito: le famiglie preferiscono oggi distribuire l’importo, anche più elevato, su un orizzonte temporale più lungo, piuttosto che rinunciare all’acquisto in un mondo così volatile in cui il mattone è ancora bene rifugio per eccellenza”.

Boom dei mutui trentennali

La trasformazione più evidente riguarda la durata dei finanziamenti. Nel secondo trimestre del 2026 i mutui compresi tra 26 e 30 anni rappresentano il 65,2% del totale, in crescita di quasi quattro punti percentuali rispetto al 61,3% di un anno prima. Si riduce invece il peso delle scadenze più brevi: la fascia tra 21 e 25 anni scende al 20%, mentre quella tra 16 e 20 anni si ferma al 10,3%.
La tendenza si consolida nonostante il tasso medio sui mutui abbia raggiunto il 3,47%, il livello più elevato degli ultimi diciotto mesi. L’allungamento dei piani di ammortamento diventa così lo strumento scelto dalle famiglie per contenere l’impatto della rata mensile.

Aumentano anche i mutui sopra i 200mila euro

Non cresce soltanto la durata, ma anche il valore dei finanziamenti. Il ticket medio del mutuo sale a 147.440 euro, con un incremento del 18% rispetto al secondo trimestre del 2024.
Sempre più rilevante anche la quota dei mutui superiori ai 200mila euro, quasi triplicata in due anni, dall’11,1% al 30,2% del totale delle richieste. In direzione opposta si muovono invece i finanziamenti inferiori ai 100mila euro, scesi al 13,8%, oltre venti punti percentuali in meno rispetto a due anni fa. Una dinamica che riflette il progressivo aumento dei valori immobiliari e la necessità di ricorrere a importi finanziati più elevati.

Più compravendite e prezzi ancora in crescita

La rimodulazione del credito accompagna un mercato immobiliare che continua a espandersi. Nel primo trimestre del 2026 le compravendite residenziali sono aumentate del 4,4%, sfiorando quota 180mila transazioni, mentre le intenzioni di acquisto delle famiglie hanno raggiunto il 5%, superando anche i livelli del boom post-pandemico.

La crescita interessa anche i principali mercati urbani, dove le compravendite avanzano del 6,2%, con Torino, Genova, Bari e Milano tra le città più dinamiche. Sul fronte dei valori, i prezzi delle abitazioni segnano un incremento del 5,1% a livello nazionale e del 3,1% nelle principali aree urbane rispetto all’anno precedente.

Secondo Antonio Ferrara, amministratore delegato di Monety, società creditizia del Gruppo Gabetti,

“Siamo di fronte a un aumento della domanda di abitazioni unita a una ristrutturazione dell’offerta di credito. I criteri di concessione degli istituti bancari europei sono diventati estremamente rigorosi e l’accesso al credito è più selettivo. In questo contesto, allungare la durata del piano di ammortamento è oggi lo strumento principale con cui le famiglie mantengono sostenibile la rata mensile, anche a fronte di importi finanziati più elevati: il ticket medio ha raggiunto circa 147 mila euro, uno dei valori più alti di sempre. È una scelta razionale: a parità di importo, un orizzonte più lungo riduce l’incidenza della rata sul reddito disponibile e facilita l’istruttoria bancaria, in un momento in cui il costo del denaro resta elevato”.

Le prospettive

Le stime indicano per il 2026 circa 785.770 compravendite residenziali, in aumento del 2,5% rispetto al 2025. Dopo la frenata del biennio 2023-2024, il mercato sembra quindi aver imboccato una fase di consolidamento, sostenuta da una domanda ancora vivace e da un graduale riequilibrio delle condizioni di mercato.

“A livello previsionale, alla luce della vitalità dimostrata in un contesto di costante incertezza si prevede che il mercato residenziale continui nella sua traiettoria ascendente anche nella seconda parte dell’anno, con un un’intensità dei fenomeni non dissimile a quella registrata finora” conclude Luca Dondi dall’Orologio.