Brexit, Ue: “Prepararsi a tutti gli scenari, anche mancato accordo”

26 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – I leader dell’UE chiedono “proposte realistiche e praticabili” alla Gran Bretagna in merito ai suoi rapporti con l’UE dopo la Brexit e lasciano la porta aperta alla Gran Bretagna qualora dovesse cambiare le sue linee.

Così si legge nella bozza di conclusioni del vertice dei 27 leader in merito ai negoziati per la Brexit, conclusioni che verranno discusse stasera alla riunione Affari generali. L’Unione europea chiede di accelerare il lavoro per preparare una dichiarazione politica sul quadro della partnership futura tra Ue e Regno Unito.  Ma se la posizione della Gran Bretagna dovesse evolvere – prosegue – l’Ue è pronta a riconsiderare la sua offerta”. Da qui i 27 lanciano un appello.

“Il Consiglio europeo rinnova il suo appello agli Stati dell’Unione europea di prepararsi a tutti gli scenari legati alla Brexit, compreso quello di un mancato accordo”.

Uno dei punti cruciali ancora da definire, che sarà uno dei temi focali del prossimo Consiglio Europeo, in programma il 28 e 29 giugno, è il tema del confine tra Irlanda del Nord e Repubblica di Irlanda. Un tema così delicato e controverso da far temere che l’intero accordo possa saltare. Il Consiglio europeo difatti esprime preoccupazione perché non è stato raggiunto alcun sostanziale progresso sulla soluzione di “backstop” per le frontiere irlandesi. Per questo insiste sulla necessità di intensificare gli sforzi, “affinché l’accordo di separazione, e la transizione, possano essere conclusi al più presto per l’entrata in vigore alla data della separazione”.

Hard Brexit o nuovo referendum, le soluzioni più probabili in realtà sono tre e le indica Mario Angiolillo, direttore dell’Osservatorio Relazioni EU-UK-USA di The Smart Institute sul Sole 24 Ore.

“Le soluzioni più probabili sembrano essere tre: la realizzazione di un Free Trade Agreement sul modello svizzero, con la negoziazione di trattati commerciali settore per settore; la permanenza nell’Unione doganale, che manterrebbe la situazione attuale in termini di regolamenti per gli scambi commerciali ma determinerebbe una situazione in cui il Regno Unito non avrebbe voce in capitolo nella politica commerciale dell’UE pur dovendo rispettare le condizioni di ogni accordo che l’UE dovesse raggiungere con un Paese terzo; il modello norvegese con l’ingresso del Regno Unito nell’European Economic Area che ne determinerebbe il mantenimento dell’accesso al mercato unico continuando a contribuire al budget europeo, soluzione che al momento sembra essere la meno probabile”.